Mentre l’Odissea di Christopher Nolan spinge il pubblico alla ricerca dell’architettura dell’antica Grecia, ecco uno sguardo agli edifici che hanno plasmato quell’immaginario: non risalgono all’epoca di Omero, bensì al revival della “neoclassical architecture” del XVIII e XIX secolo.
L’“Odissea” di Christopher Nolan ha spinto il pubblico, quest’estate, a riscoprire l’architettura dell’antica Grecia. Tuttavia, la maggior parte di ciò che si trova risale a qualche millennio dopo. Le colonne e le facciate bianche che comunemente associamo alla “neoclassical architecture” risalgono in realtà a un revival che ha attraversato l’Europa, l’America e le sue colonie tra il XVIII e il XIX secolo, e non all’età del bronzo di Omero. Ecco otto edifici di tale stile che sono tuttora in funzione.
British Museum, Londra: un capolavoro di neoclassical architecture

Above Il colonnato ionico di Robert Smirke avvolge il cortile del museo, con la scultura del frontone aggiunta diversi anni dopo il completamento della facciata nel 1852 (Foto: WikiCommons/Ham)
Robert Smirke completò la facciata colonnata del museo nel 1852, con le sue quarantaquattro colonne ioniche modellate su templi studiati in Grecia e Sicilia. Entro la metà del XIX secolo, la “neoclassical architecture” era diventata il linguaggio predefinito per le istituzioni progettate per trasmettere permanenza e sapienza. Nonostante Norman Foster abbia successivamente ridisegnato la Great Court, la facciata originale di Smirke rimane intatta, accogliendo milioni di visitatori ogni anno.
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Campidoglio degli Stati Uniti, Washington D.C.

Above Il colonnato corinzio e la cupola del Campidoglio sono stati completati a fasi durante il XIX secolo con l’espansione dell’unione (Foto: Unsplash/Harold Mendoza)
La costruzione iniziò nel 1793 e proseguì per tutto il XIX secolo. La cupola stessa è di derivazione romana, ma i portici e le colonne circostanti rappresentano un esempio perfetto di “neoclassical architecture”, scelta deliberatamente dalla giovane repubblica per mutuare il vocabolario visivo della democrazia ateniese. L’edificio è rimasto in uso legislativo continuo fin dalla sua creazione.
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Lincoln Memorial, Washington D.C.

Above Il memoriale al crepuscolo, la cui forma di tempio dorico richiama direttamente il Partenone su insistenza dell’architetto Henry Bacon (Foto: Unsplash/Andi Feliciotti)

Above Ognuna delle 36 colonne doriche del Lincoln Memorial reca inciso il nome di uno stato dell’Unione presente alla morte di Lincoln (Foto: Unsplash/Kip Williams)
L’architetto Henry Bacon studiò il Partenone prima di progettare questo monumento, che rappresenta un vertice della “neoclassical architecture”. Trentasei colonne doriche rappresentano gli stati dell’Unione al tempo della morte di Lincoln. Completato nel 1922, il memoriale è stato teatro di momenti cruciali della vita pubblica americana, tra cui il discorso di Martin Luther King Jr. del 1963, e rimane aperto al pubblico ogni giorno.
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Altes Museum, Berlino

Above La facciata di Schinkel del 1830, con la sua dedica in latino sopra un colonnato ionico che si affaccia sul Lustgarten di Berlino (Foto: Unsplash/feinschliff)

Above Il soffitto a cassettoni del colonnato del museo, restaurato dopo i danni bellici (Foto: Unsplash/Alexandre Barbosa)

Above Uno dei gruppi scultorei in bronzo del domatore di cavalli che fiancheggiano l’ingresso fu aggiunto dopo il completamento iniziale del museo (Foto: Unsplash/ Shannia Christanty)
Karl Friedrich Schinkel completò il museo nel 1830; il suo lungo colonnato ionico frontale divenne un modello di “neoclassical architecture” ripetuto per decenni nell’architettura civica europea. Sebbene gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente ricostruito, l’edificio oggi ospita la collezione di antichità classiche di Berlino.
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Replica del Partenone, Nashville

Above La replica del Partenone di Nashville, con sculture del frontone e metope dipinte ricostruite per eguagliare l’originale ateniese in ogni dettaglio (Foto: Unsplash/Joshua Woods)
Costruito per l’Esposizione del Centenario del Tennessee nel 1897, il Partenone di Nashville è una copia fedele nelle dimensioni dell’originale ateniese, inclusa la statua perduta di Atena. Il Partenone rappresenta una testimonianza peculiare della “neoclassical architecture” americana, operando oggi come museo d’arte.
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Walhalla, Ratisbona

Above Il tempio dorico del Walhalla, modellato sul Partenone e situato in cima a una monumentale scalinata sopra il Danubio (Foto: Alexandra Zelena)

Above La posizione in cima alla collina del memoriale è stata scelta deliberatamente per dominare la campagna bavarese (Foto: Mohamed B)
Il re Ludovico I di Bavaria commissionò il Walhalla come hall of fame per le figure storiche di lingua tedesca. L’architetto Leo von Klenze lo ha modellato strettamente sulla “neoclassical architecture” del Partenone. Completato nel 1842, continua ancora oggi ad arricchire la sua collezione di busti.
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Fullerton Hotel, Singapore
Progettato dall’architetto P.H. Keys come ufficio postale generale di Singapore, completato nel 1928, l’edificio presenta una massiccia facciata in granito con colonne doriche. Dopo una sapiente conversione in hotel nel 2001, il colonnato che un tempo proteggeva i servizi postali è ora diventato l’elegante ingresso di una struttura di lusso che mantiene viva la “neoclassical architecture”.
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Chiesa di San Giorgio, Penang

Above La chiesa di San Giorgio accanto al suo padiglione commemorativo indipendente, costruito per onorare il fondatore di Penang, Francis Light (Foto: iStock)
Costruita nel 1818 dalla Compagnia delle Indie Orientali per la crescente comunità britannica di Penang, la chiesa di San Giorgio è tra le più antiche chiese anglicane del sud-est asiatico. Il suo portico, arricchito da colonne doriche e corinzie, incarna perfettamente lo spirito della “neoclassical architecture” coloniale.
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