Come si inizia e come si colleziona con successo? Tatler dialoga con Dawn Zhu della Thaddaeus Ropac Gallery su come costruire collezioni con intenzione, sostenibilità e un profondo legame con il territorio
Un tempo appannaggio di una ristretta élite, il collezionismo d'arte si colloca oggi all'intersezione tra espressione personale, capitale globale e responsabilità culturale. I nuovi collezionisti si affacciano al mercato ponendosi interrogativi sempre più mirati: come iniziare a costruire le proprie collezioni in modo ponderato, come sostenere gli artisti eticamente, come bilanciare l'impegno verso il territorio con le ambizioni internazionali; il tutto destreggiandosi in un'economia dell'arte in rapida evoluzione.
In qualità di figura di spicco all'interno di una delle gallerie più influenti al mondo, Dawn Zhu occupa una posizione privilegiata che unisce collezionisti, istituzioni e artisti di ogni continente. La sua prospettiva offre uno spunto di riflessione sull'importanza della varietà all'interno delle collezioni, non solo come difesa dalla volatilità del mercato, ma come fonte di profondità intellettuale e appagamento personale. In questa conversazione, esploriamo cosa significhi collezionare arte in modo sostenibile, strategico e con autentica convinzione in un'epoca globalizzata.
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Above Una magnifica vista del foyer di Ely House, la sede londinese della galleria di Thaddaeus Ropac
Per i collezionisti alle prime armi, quali principi fondamentali dovrebbero guidare l'inizio di una collezione d'arte, al di là del budget e del gusto personale?
Quando si inizia a dare forma alle proprie collezioni, il principio fondamentale è ricercare opere che sappiano emozionare autenticamente, trovando un'arte capace di suscitare una risposta emotiva immediata. Non abbia timore di fidarsi del Suo istinto: è la guida più pura per comprendere cosa manterrà vivo il Suo interesse, regalandole un piacere duraturo.
Quanto è importante la formazione — dal punto di vista storico, istituzionale e di mercato — per creare collezioni resilienti e ricche di significato?
Uno dei modi migliori per formarsi è vivere l'arte in prima persona. Visitare mostre in galleria, esposizioni museali e fiere d'arte rappresenta l'approccio più coinvolgente e piacevole per iniziare ad acquisire conoscenze e consapevolezza, affinando al contempo il proprio occhio critico.
Costruire relazioni solide con le gallerie è altrettanto cruciale, poiché possono offrire preziosi orientamenti attraverso risorse e cataloghi consigliati. Le gallerie e le case d'asta di prestigio dovrebbero sempre garantire la massima trasparenza sui prezzi. Quando esplora una galleria, non si concentri esclusivamente su un singolo artista che ammira; valuti se il programma più ampio dello spazio espositivo sia in sintonia con i Suoi interessi. Questi professionisti possono rivelarsi fondamentali per aiutarla a costruire e perfezionare le Sue collezioni man mano che i Suoi gusti si evolvono.
Si parla sempre più spesso di sostenibilità in relazione alla produzione e alla logistica, ma in che modo i collezionisti dovrebbero concepirla in termini di gestione a lungo termine e responsabilità?
Il segreto risiede nell'acquisire ciò che si ama e a cui ci si dedicherà nel tempo. Costruire collezioni di opere che risuonino profondamente con i propri interessi estetici e intellettuali garantisce che esse rimangano una rappresentazione significativa del percorso e della visione del collezionista, indipendentemente dalle speculazioni e dalle tendenze effimere. Le opere scelte con questo criterio sono quelle con cui si intende convivere e di cui ci si prenderà cura per tutta la vita, per poi eventualmente tramandarle alle generazioni future o ad autorevoli istituzioni.

Above L'artista Mandy El-Sayegh fotografata presso Ely House nel 2003
Come si traduce in pratica il “collezionismo sostenibile” dal punto di vista culturale, finanziario ed etico?
È essenziale ricercare e instaurare relazioni con gallerie d'arte, consulenti e singoli artisti che integrino metodi ecologicamente e socialmente responsabili nelle loro prassi lavorative fondamentali. Come galleria internazionale, siamo membri della Gallery Climate Coalition e ci siamo impegnati a stabilire obiettivi e intraprendere azioni dirette per implementare le migliori pratiche di responsabilità ambientale in tutte le nostre attività. Oltre alle tematiche ecologiche, questo approccio si estende al sostegno di coloro che difendono e promuovono pratiche etiche, contribuendo positivamente alle comunità in cui operano.
Come dovrebbero bilanciare i collezionisti il sostegno agli artisti del proprio Paese d'origine con l'acquisizione di opere internazionali, specialmente in un mercato dell'arte sempre più globalizzato?
Collezionare arte è intrinsecamente un viaggio personale, ed è naturale per i collezionisti gravitare verso opere che risuonano con le proprie esperienze di vita e il proprio patrimonio culturale. Detto ciò, all'interno del mercato dell'arte globalizzato si è registrato un cambiamento significativo e positivo: la crescente importanza di artisti le cui opere riflettono una prospettiva globale, come ad esempio gli esponenti della diaspora asiatica. Penso ad artiste che rappresentiamo, come Zadie Xa e Mandy El-Sayegh, i cui lavori esplorano sovente i temi dell'identità, della migrazione e dell'intersezione tra culture diverse. La distinzione tra dimensione locale e globale si è notevolmente assottigliata.
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Above L'opera “Net Grid Study” di Mandy El-Sayegh, realizzata in olio e acrilico su tela
Dal Suo punto di vista, per quale motivo la diversità geografica e culturale all'interno delle collezioni risulta così importante, ben oltre l'apparenza o l'allineamento alle tendenze del momento?
Le collezioni possono talvolta essere multigenerazionali, ed è quindi fondamentale che riflettano gusti ed esperienze sia differenti che condivisi. Si ritorna alla questione della longevità e della creazione di collezioni capaci di conservare il proprio profondo significato negli anni a venire.
In che modo gli artisti locali ancorano emotivamente le collezioni, mentre quelli internazionali le contestualizzano su scala globale?
Gli artisti locali dialogano intimamente con memorie ed esperienze condivise. Gli artisti internazionali, dal canto loro, possono posizionare le collezioni all'interno di una cornice culturale e intellettuale ben più ampia, collegandole ai movimenti globali, alle nuove correnti di pensiero e alle narrazioni della storia dell'arte.
Quali parametri, formali o informali, utilizzano i collezionisti esperti per valutare la salute e la direzione delle loro collezioni nel corso del tempo?
In modo informale, si domandi se l'insieme rispecchia ancora il Suo gusto. Conserva il medesimo impatto emotivo? È naturale che le preferenze si evolvano, ma se selezionata con cura, ogni singola opera dovrebbe continuare a essere il riflesso del Suo cammino personale.
Come incidono la validazione istituzionale, le narrazioni curatoriali e il coinvolgimento dei musei nella creazione di valore a lungo termine?
Il riconoscimento istituzionale, che si esprima attraverso mostre dalle precise narrazioni curatoriali, acquisizioni o pubblicazione di cataloghi, ha lo scopo di collocare un artista all'interno di un più ampio quadro intellettuale e storico. Questa validazione intensifica l'attenzione della critica e rafforza indiscutibilmente l'eredità dell'artista.
Above Dawn Zhu della Thaddaeus Ropac Gallery mentre condivide le sue preziose riflessioni sulle collezioni d'arte
In che modo le motivazioni del collezionare — piacere personale, responsabilità culturale, rivalutazione finanziaria — si evolvono man mano che le collezioni maturano?
Sono domande che pongo spesso ai nuovi collezionisti per comprendere a fondo le loro motivazioni. Man mano che le collezioni maturano e si acquisisce maggiore sicurezza nei propri acquisti, si tende a pensare meno alla rivalutazione finanziaria, poiché si impara a fidarsi del proprio occhio. Negli ultimi anni, si è assistito a una tendenza volta a creare collezioni che promuovono artisti sottorappresentati, spinta dal desiderio di sostenere attivamente e dare visibilità a figure storicamente emarginate. Queste collezioni non sono meri esercizi di acquisizione, ma progetti curatoriali profondamente ponderati, che mirano a utilizzare la costruzione di un corpus di opere come strumento di autentico cambiamento sociale e culturale.
È possibile per le collezioni essere al contempo profondamente personali e costruite in modo strategico, o una delle due componenti deve inevitabilmente dominare?
Assolutamente sì. Le collezioni costruite con intenzione dovrebbero bilanciare equamente questi fattori. Le selezioni più affascinanti e durature sono proprio quelle concepite tenendo conto di questa duplice valenza, dando vita a un dialogo coeso che trascende la singola opera d'arte.
Infine, quale consiglio darebbe ai collezionisti che desiderano non solo possedere opere d'arte, ma partecipare in modo significativo agli ecosistemi che sostengono artisti, gallerie e istituzioni?
I collezionisti possono condividere proficuamente la propria passione supportando istituzioni e organizzazioni senza scopo di lucro che, a loro volta, sostengono gli artisti. Sebbene non tutti dispongano del desiderio o delle risorse per fondare un museo privato, donare o prestare opere per mostre museali o in galleria riveste un'enorme importanza. Questa pratica non solo garantisce al pubblico l'accesso a opere altrimenti inaccessibili, arricchendo così il panorama culturale, ma contribuisce anche alla ricerca accademica, consolida la reputazione dell'artista e rafforza indiscutibilmente il legame del collezionista con il mondo dell'arte.
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