Dalle pareti in terra battuta di Kerry Hill presso Amankora alle giunture senza chiodi del Zhiwaling, sei brand hanno concepito “design-led hotels in Bhutan” interpretando in modo unico il rigido codice architettonico governativo.
Il codice edilizio del Bhutan è estremamente chiaro riguardo all’estetica consentita per le strutture ricettive. Ogni edificio commerciale deve conformarsi a linee guida architettoniche tradizionali, dalle proporzioni delle finestre all’inclinazione del tetto, secondo le direttive statali. Per i gruppi internazionali giunti nel Paese negli ultimi vent’anni, ciò ha significato affrontare vincoli condivisi pur giungendo a risultati architettonici molto differenti tra questi “design-led hotels in Bhutan”.
Aman ha coinvolto un architetto modernista australiano che ha reinterpretato lo “dzong” utilizzando terra stabilizzata. Six Senses articola la propria proposta su cinque valli, rileggendo ogni volta il vernacolo locale. Como ha ingaggiato un architetto formato dallo stesso modernista australiano per edificare strutture ancora più sobrie. Parallelamente, una struttura bhutanese presso Paro ha dimostrato che tecniche di falegnameria secolari possono produrre risultati raffinati quanto quelli di un brand internazionale. Questi “design-led hotels in Bhutan” illustrano come lo spirito bhutanese possa essere declinato in modi sorprendenti entro un unico regolamento.
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Amankora

Above Tradizionali ruote della preghiera si ergono all’ingresso del cortile dell’Amankora Thimphu Lodge

Above La terrazza e l’area fuoco dell’Amankora Paro Lodge si affacciano sul villaggio, con lo Drukgyel Dzong e vette innevate sullo sfondo
Quando Kerry Hill Architects ha avviato il progetto Amankora all’inizio degli anni 2000, il defunto architetto australiano ha chiarito di non voler replicare l’ornata architettura degli “dzong”. I suoi cinque lodge, distribuiti tra Paro, Thimphu, Punakha, Gangtey e Bumthang, risultano bhutanese “nello spirito” piuttosto che nell’apparato decorativo. La scelta cruciale fu strutturale: il terremoto avvenuto poco prima del progetto impose l’abbandono della tradizionale costruzione in fango pressato a favore della terra stabilizzata, un materiale antisismico lavorato da artigiani locali formati appositamente per questi “design-led hotels in Bhutan”.

Above Amankora Punakha Lodge occupa una casa colonica tradizionale imbiancata con cornici in legno intagliato

Above La facciata in terra battuta stabilizzata di una suite presso Amankora Paro Lodge incorniciata dalla foresta di pini
Il risultato privilegia la sobrietà rispetto all’eccesso: pareti imbiancate, interni rivestiti in legno e arredi su misura. Ogni lodge è posizionato per valorizzare il territorio circostante. Amankora rimane uno dei più celebri “design-led hotels in Bhutan” e l’unica struttura locale a detenere due Michelin Keys.
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Above Il salotto con focolare in pietra dell’Amankora Bumthang Lodge si affaccia verso lo Jakar Dzong all’ora dorata

Above Il padiglione rivestito in legno dell’Amankora Gangtey Lodge brilla al crepuscolo sulla valle di Phobjikha
Six Senses Bhutan

Above Un padiglione di preghiera galleggia sulle piscine riflettenti di Six Senses Thimphu con la valle di Paro sullo sfondo
Mentre Amankora si esprime con un unico linguaggio architettonico, Six Senses Bhutan ha adottato un approccio diametralmente opposto. Gli architetti di Habita hanno progettato ciascuno dei cinque lodge come una risposta specifica alla geografia locale. Il lodge di Thimphu, soprannominato il “Palazzo nel cielo”, trae ispirazione dall’architettura degli “dzong”, mentre quello di Gangtey richiama le case coloniche locali. Includere questi edifici tra i “design-led hotels in Bhutan” significa riconoscere la loro capacità di adattarsi magistralmente al territorio. Six Senses Bhutan vanta una Michelin Key.

Above La Flying Farmhouse al Six Senses Punakha ispirata all’architettura a sbalzo tradizionale, sembra fluttuare sulla piscina

Above Il lodge in pietra e legno di Six Senses Paro sorge sotto le rovine di un’antica torre di guardia himalayana
Il design di Punakha risponde ai terrazzamenti di riso, mentre Paro integra una rovina del XVI secolo nella spa. L’idea unificante era permettere alla topografia di generare il brief progettuale individuale piuttosto che imporre un modello standardizzato.
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Above Una villa rivestita in legno al Six Senses Bumthang si nasconde tra gli alti pini sul pendio boscoso

Above Una camera da letto al Six Senses Bumthang combina pannelli in legno con un daybed rivolto verso la foresta
Como Uma, Paro and Punakha

Above Una torretta arrotondata con finestre dipinte dettagliata con ebanisteria tradizionale bhutanese all’Uma Paro

Above Una villa ospite all’Uma Paro si trova tra i pini, con pareti ocra e tetto in scandole di legno
I due lodge bhutanesi di Como sono stati progettati da Cheong Yew Kuan, architetto che ha lavorato presso Kerry Hill Architects. Lo stile si riflette nella scelta di minimalismo luminoso che privilegia l’atmosfera rispetto alla decorazione pesante. Tra i “design-led hotels in Bhutan”, queste strutture si distinguono per un uso sapiente di legno e pietra locale.
A Punakha, Cheong ha restaurato un’antica casa colonica per ospitare le aree comuni, valorizzando la luce naturale. La filosofia progettuale rimane coerente con le altre opere di Cheong, come la Shambhala Estate a Bali, rendendo questi lodge punti di riferimento tra i “design-led hotels in Bhutan”.
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Gangtey Lodge
Gangtey Lodge ha avuto origine come progetto minore, evolvendosi nel corso di dieci anni in un lodge a dodici suite progettato dall’architetto australiano Mary Lou Thomson. L’approccio si ispira alle case coloniche bhutanesi, con pietra a vista, pavimenti riscaldati e pesanti strutture in legno che definiscono questi “design-led hotels in Bhutan”.
Il Gangtey Lodge evoca l’atmosfera di una grandiosa casa di caccia. Più domestico rispetto agli imponenti resort di Aman o Six Senses, è stato premiato con due Michelin Keys tra i vari “design-led hotels in Bhutan”.
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Pemako Punakha

Above Gli edifici in legno e pietra di Pemako Punakha emergono tra l’erba alta della valle di Punakha all’alba

Above Una villa tendata al Pemako Punakha circondata da alberi, con finestre ad arco che riecheggiano l’architettura dzong

Above Un salotto del Pemako Punakha centrato su una fontana di loto in rame sotto lampade a strisce

Above Archi in legno intagliato e decorazioni definiscono il bar del Pemako Punakha nello stile massimalista di Bill Bensley
Pemako Punakha, inaugurato nel 2023, è stato concepito dal designer americano Bill Bensley, celebre per progetti narrativi. Il concetto si basa sull’idea di un “beyul”, un santuario nascosto, dove gli ospiti arrivano attraversando un ponte di corda. Tra i nuovi “design-led hotels in Bhutan”, questo si distingue per l’approccio creativo.
Il design incorpora i colori della bandiera nazionale: arancione, giallo, bianco e nero. Pemako si posiziona come il primo brand di lusso bhutanese, espandendosi con nuovi progetti previsti per il 2029.
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Zhiwaling Heritage
Zhiwaling Heritage è l’unico hotel a cinque stelle di proprietà bhutanese e uno degli autentici “design-led hotels in Bhutan” realizzati interamente da artigiani locali. La struttura principale è stata assemblata senza l’uso di chiodi, seguendo tecniche di falegnameria storiche. Con 45 suite, il complesso si inserisce magistralmente nel contesto della valle di Paro.

Above Una suite al Zhiwaling Heritage combina soffitti a travi con cornici intagliate e balcone privato verso i pini

Above La piscina interna del Zhiwaling Heritage sorge sotto un soffitto in legno circondato da pareti in pietra a secco
La sua caratteristica architettonica più sorprendente è il santuario privato ricavato da legni antichi di 450 anni. A differenza degli operatori internazionali, questo hotel ha invertito il processo di design, affidando la costruzione a maestranze locali fedeli alla propria tradizione. È stato inserito tra i “Unique Lodges of the World” da National Geographic.
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