Cover La trasformazione è evidente in questo Zén rinnovato, che debutta con un esclusivo banco dello chef da 16 posti al primo piano (Foto: Zén)

Dopo tre mesi di ristrutturazione, Zén torna con un ambiente più accogliente e intimo, pur conservando la sua caratteristica esperienza in tre atti, un servizio impeccabile e una meticolosa cucina di ispirazione nordica incentrata su Zén.

Sono passati alcuni anni dalla nostra ultima visita a Zén. Tornare in questo ristorante nordico dopo un restyling di tre mesi conferma che il rituale rimane familiare: si suona il campanello a Bukit Pasoh, si attende che la porta si apra sulla shophouse degli anni Venti e ci si affida al team. Zén continua a stupire per la sua eccellenza.

La serata si articola in tre atti: accoglienza con champagne e stuzzichini al primo piano, portate principali al piano superiore e dessert nella lounge in mansarda. Nonostante la ristrutturazione, il ritmo dell’esperienza Zén non è mutato. La novità più evidente è al piano terra, dove i tavoli hanno lasciato spazio a un banco dello chef ampliato da 16 posti, ora più basso per avvicinare gli ospiti all’azione. Il risultato appare più intimo e informale, offrendo una vista diretta sulla cucina pur mantenendo l’atmosfera speciale che definisce Zén.

Entrando nella shophouse di Chinatown, la cura per i dettagli minimi è immediatamente percepibile. Prima ancora che la porta si apra, si avverte il leggero scorrere dell’acqua all’ingresso; un cenno al feng shui, secondo cui l’acqua corrente attrae fortuna. All’interno, la colonna sonora sorprende piacevolmente, spaziando dal rock classico all’hip-hop e agli artisti contemporanei. 

Leggi di più: La selezione degli editor: i migliori posti per un pranzo vicino alla Tatler House

Tatler Asia
Above Il banco da 16 posti al primo piano di Zén, dove inizia l’esperienza gastronomica.
Tatler Asia
Above L’esperienza gastronomica presso Zén prosegue nella sala da pranzo principale.

Il nuovo tavolo a bancone modifica la dinamica del primo atto. Seduti più vicini alla cucina, gli ospiti osservano il lavoro della brigata durante l’arrivo dei primi assaggi, rendendo l’inizio un momento disinvolto all’interno di un’esperienza coreografata. “Volevamo che l’esperienza fosse in linea con i nostri ristoranti gemelli a Dubai e in Svezia”, racconta la general manager Rachel Ezekiel di Zén.

Insieme all’head chef singaporiano Kelvin Ng e al beverage director Warren Estrop, Ezekiel guida un team che offre l’ospitalità stellata per cui Zén è celebre, consolidando il “Gin Mare Art of Hospitality Award” ricevuto ai “Asia’s 50 Best Restaurants” nel 2023.

Seguono sette stuzzichini, dal råraka, una rivisitazione raffinata del classico piatto di patate svedese, fino al celebre French toast di Zén, un appuntamento fisso dal 2008. Pane a lievitazione naturale fritto, crema pasticcera al formaggio e una generosa grattugiata di tartufo nero lo rendono un piatto iconico.

Tatler Asia
Above Scampo, vin jaune, caviale selezione Frantzén, noci e burro nocciola.

Come da tradizione, ci si sposta al piano superiore. Prima di sedersi, il team illustra gli ingredienti crudi del giorno; un tocco elegante che anticipa i sapori futuri. La sala ha subito una trasformazione più evidente: le tovaglie bianche sono sparite, sostituite da tavoli nudi illuminati a lume di candela, mentre le calde tonalità del legno e i marroni profondi rendono l’ambiente di Zén più accogliente.

Il pasto vero e proprio si apre con un crudo di ricciola, carciofo, barigoule e nasturzio, tanto bello da vedere quanto da gustare. Vivace, piacevolmente acidulo, è il boccone ideale per risvegliare il palato. Segue lo scampo fresco con vin jaune, caviale, burro nocciola e noci, con una ricchezza bilanciata da una croccantezza appagante.

Arriva poi la capasanta, avvolta in sabayon al miso, dashi di pollo, aglio arrosto e matsutake. La cucina di Ng appare più misurata, sebbene non manchi la chiara impronta di Frantzén che contraddistingue Zén.

Tatler Asia
Above L’head chef di Zén, Kelvin Ng.
Tatler Asia
Above Il beverage director di Zén, Warren Estrop.

Estrop cura il servizio dei vini, abbinando etichette a fermentati analcolici perfezionati in mesi di ricerca. Un mandarino con sommacco e zenzero regala un tocco fresco, mentre una mela Envy fermentata con mango essiccato e zucchero kokuto offre un profilo più rotondo e profondo.

La serata si conclude, come sempre, nella lounge in mansarda, la parte più amata dell’esperienza Zén. Waffle croccanti arrivano con gelato e miele di mikan, seguiti da frutta di stagione e pasticceria mignon, invitando gli ospiti a godersi l’ultimo atto con calma.

Zén si conferma uno dei principali indirizzi di fine dining a Singapore dal 2018 e questa ristrutturazione non cambia il motivo del suo successo. Il cibo rimane meticoloso, il servizio caldo e il percorso attraverso la shophouse studiato nei minimi dettagli. Il banco dello chef ribassato è la modifica più significativa, rendendo l’atmosfera di Zén ancora più conviviale ed esclusiva.

Credits

Images: Zén

Topics

Dudi Aureus
Redattrice senior di gastronomia e viaggi, Tatler, co-presidente della giuria Best per Singapore, Tatler Singapore
Tatler Asia

Dudi Aureus è la senior dining and travel editor di Tatler Singapore , dove si occupa dei ristoranti più interessanti della città, delle tendenze di viaggio globali e delle personalità che plasmano la scena culinaria e del lifestyle. È anche co-presidente della giuria dei Tatler Best Awards di Singapore, che celebrano l'eccellenza nel settore dell'ospitalità. Quando non è al lavoro, la si può spesso trovare nel suo ristorante thailandese preferito, un piccolo locale caratteristico, ad assaporare un pad thai perfettamente bilanciato.