Dal minerale Saint-Romain al corposo Meursault, queste cinque bottiglie rivelano la ricchezza della Borgogna “Burgundy” senza richiedere un budget da grand cru
Il vino bianco di Borgogna “Burgundy” è una descrizione apparentemente semplice. Nel gergo enologico, solitamente indica lo Chardonnay prodotto nella regione, sebbene anche altri vitigni, come l'aligoté, stiano guadagnando sempre più popolarità. Persino all'interno della categoria dello Chardonnay, la varietà espressiva è notevole: dai vini tesi e agrumati di Chablis a quelli stratificati della Côte de Beaune, fino ai frutti più generosi del Mâconnais. Il fascino risiede nei dettagli. Terreno, pendenza, esposizione e annata definiscono il profilo del vino, mentre le scelte del viticoltore in vigna e in cantina spiegano perché bottiglie provenienti da appezzamenti vicini possano avere sapori così differenti.
Il vino è spesso considerato un investimento, ma per chi lo acquista per il piacere di bere, la questione principale riguarda dove sia ancora possibile trovare un buon rapporto qualità-prezzo. Con questo obiettivo, ho analizzato le enoteche di Singapore alla ricerca di bianchi di Borgogna “Burgundy” a prezzi accessibili. Questa selezione è pensata per il consumo immediato, con bottiglie scelte per freschezza, carattere e affinità con i piatti che amiamo gustare. La Borgogna “Burgundy” può incutere reverenza, ma i suoi vini non devono essere necessariamente inarrivabili.
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Domaine Hubert Lamy, Chassagne-Montrachet “Les Concis du Champs” 2019, 13%
Oliver Lamy, figlio di Hubert, è considerato uno dei vigneron più innovativi della Borgogna “Burgundy”, con una reputazione consolidata per i suoi vini bianchi. Il Domaine è oggi ritenuto una delle aziende leader nella Côte de Beaune, pur mantenendo un ottimo rapporto qualità-prezzo. I vini bianchi rappresentano circa l’80% della produzione, rendendolo un riferimento affidabile per chi esplora questa denominazione.
Con un leggero affinamento in bottiglia, questo Chassagne-Montrachet sprigiona intensi aromi di crema al limone, frutta cotta e mela verde, con note di spezie e marmellata. Al palato risulta ricco, con frutta matura, sentori gessosi e un’acidità moderata che conduce a un finale sapido.
Domaine de la Bongran “E.J. Thévenet”, Viré-Clessé 2020, 14,5%

Above I vigneti del Domaine de la Bongran in Borgogna “Burgundy”
Il Domaine de la Bongran non è la tipica tenuta del Mâconnais. Dal 1972, la famiglia Thévenet produce vini per un pubblico esigente, spesso a prezzi relativamente contenuti. La famiglia conserva inoltre le proprie bottiglie prima della commercializzazione; questa cuvée di punta, in particolare, riposa cinque anni in cantina.
Dal colore giallo dorato intenso, il vino rivela aromi di tarte tatin, pesca e ananas, con una nota candita al naso. Al palato è ricco e dotato di una trama importante, caratteristica che beneficia dell’ossigenazione nel calice. Un decanter dalla forma slanciata permette a profumi e sapori di aprirsi completamente.
Le uve sono raccolte a mano a un elevato grado di maturazione, con lo zucchero residuo che contribuisce al carattere distintivo del vino. L’affinamento avviene in botti di rovere per 20 mesi.
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Esprit Leflaive, Saint-Romain Sous La Velle 2020, 13%

Above Brice de La Morandière, enologo di quarta generazione di Esprit Leflaive
Esprit Leflaive è un progetto lanciato nel 2018 da Brice de la Morandière, guida di quarta generazione del rinomato Domaine Leflaive. I vini sono realizzati dallo storico enologo Pierre Vincent e sono messi in commercio pronti da bere, senza necessità di ulteriore invecchiamento.
Il Saint-Romain 2020 è ricco e complesso, caratterizzato da un naso intensamente maturo. Elegante al palato, rivela frutti a polpa bianca, pera e limone, accompagnati da sentori di brioche e note minerali. L’acidità media mantiene l’equilibrio, conducendo a un finale persistente.
Situato sulle colline sopra Meursault, il villaggio di Saint-Romain, ad alta quota, è una denominazione sempre più interessante. L’appezzamento Sous la Velle, esposto a est, si trova a 370 metri sul livello del mare. Il vino trascorre 12 mesi in botti di rovere, per il 15% nuove, seguiti da sei mesi in vasche d’acciaio inox.
Si abbina particolarmente bene a un tagliere di formaggi o salumi. Lasciate respirare il vino per circa 30 minuti prima di servirlo. Un’etichetta NFC fornisce ulteriori informazioni sul prodotto.
Domaine Jean-Michel Gaunoux-Hudelot, Saint-Romain 2024, 13%

Above La bottiglia di Domaine Jean Michel Gaunoux Saint Romain 2024
Questa giovane tenuta è guidata da Jean-Michel Gaunoux, che ha lavorato con il padre presso il Domaine François Gaunoux prima di acquisire i vigneti dalla famiglia materna nel 1990. Le sue proprietà includono piccoli appezzamenti in tutta la Côte d’Or. I vigneti sono gestiti senza pesticidi, mentre la vendemmia verde viene utilizzata per mantenere basse le rese e il legno nuovo è impiegato con estrema parsimonia.
Questo vino è un’ottima scelta per le bevute estive, fresco e vivace al palato, con sentori di agrumi, limone e pera. Di corpo leggero, con un’acidità sostenuta e una deliziosa nota salina finale, si abbina perfettamente a cozze, vongole o semplicemente ad alcuni stuzzichini come le olive.
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Domaine Fabien Coche, Meursault Les Chevalières 2023, 12,5%

Above Domaine Fabien Coche, Meursault Les Chevalières 2023 in Borgogna “Burgundy” (Foto: Grand Vin)
Se il cognome vi ricorda il leggendario Domaine Coche-Dury, non sbagliate: Fabien Coche è cugino di Jean-François Coche.
Per coloro che apprezzano un bianco di corpo, questa è una splendida espressione di Meursault. Aromi di limone candito, pera e nocciola leggermente tostata aprono a un palato di guava e frutta rotonda, con un finale appagante e una moderata acidità. Non filtrato, il vino si accompagna magnificamente a diversi piatti principali, dal pollo arrosto al rombo al limone.
Le uve vengono selezionate prima di essere pressate a grappolo intero. Fabien utilizza una pressa pneumatica, regolando la pressione in base all’annata. Oltre alle tradizionali botti borgognone da 228 litri, impiega anche barili da 300 e 500 litri. I vini trascorrono circa 18 mesi in botte sui lieviti, con un intervento minimo. Tutti i vini completano la fermentazione malolattica e la produzione è interamente biologica dal 2019.
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