Cover L'atleta indossa un bracciale tennis di diamanti mentre brilla su ogni campo di gara con eleganza e stile.

Nel 1978, in un pomeriggio torrido a Flushing Meadows, la star del tennis Chris Evert interruppe improvvisamente il match. Non per un infortunio, ma perché il suo bracciale di diamanti era scivolato dal polso, rotolando verso la linea di fondo di questo campo di gara.

 

Il tennis bracelet: da incidente a icona del campo di gara

Per comprendere l'impatto di quel momento nel 1978, occorre inquadrarlo nel contesto giusto. Chris Evert non era solo una tennista celebre; era “The Ice Maiden”, nota per la sua freddezza e la calma imperturbabile su ogni campo di gara. Una donna del suo calibro che ferma un torneo del Grande Slam per un bracciale divenne una notizia sensazionale.

La tennista indossava quel sottile e flessibile bracciale di diamanti come parte del suo stile distintivo: gonne bianche, accessori eleganti e diamanti che brillavano sotto i riflettori di ogni campo di gara. L'idea di un atleta professionista che indossa alta gioielleria durante una competizione era senza precedenti. Quando, nell'intervista post-partita, Chris Evert lo definì “my tennis bracelet”, il nome divenne istantaneamente universale, dando il via a una nuova era per l'industria della gioielleria globale.

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Above Un dettaglio raffinato di alta gioielleria indossato con estrema disinvoltura sul campo di gara.

In realtà, il bracciale tennis esisteva già prima del 1978. Questo stile a linea, composto da piccole pietre preziose allineate, risaliva al periodo Art Déco degli anni ’20, quando le donne iniziarono a prediligere gioielli più leggeri e dinamici.

Dopo l’evento del 1978, questi diamanti incastonati su metalli sottili divennero il linguaggio di un’eleganza attiva. Oltre quarant’anni dopo, nel 2022, Chris Evert ha deciso di appropriarsi della sua storia, collaborando con la designer Monica Rich Kosann per creare la collezione “The Tennis Bracelet – CE Collection, Born 1978. Finally Authentic”, composta da 13 modelli che celebrano il verde del campo di gara con accenti di smeraldo.

Quando l’Haute Couture incontra il campo di gara

Se Chris Evert ha dimostrato che i diamanti possono vivere su un campo di gara, CHANEL, un secolo dopo, si è posta una domanda opposta: cosa succede quando il mondo dello sport entra nell’Alta Gioielleria? La risposta, lanciata nel 2024, si chiama CHANEL Haute Joaillerie Sport.

Per comprendere questa collezione, bisogna tornare al 1921, quando Gabrielle Chanel aprì il suo atelier “Sport” all’interno della sua casa di Haute Couture, dando alle donne la libertà di movimento e gettando le basi per lo stile sportivo ed elegante tipico della Maison. Quasi un secolo dopo, Patrice Leguéreau, Direttore della Creazione Gioielleria di CHANEL, ha ereditato quella filosofia, portandola in un territorio inesplorato: l’Alta Gioielleria.

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Above L'eleganza senza tempo di CHANEL applicata ai moderni standard del campo di gara.

Il risultato sono 80 creazioni di alta gioielleria che non hanno eguali: chiusure a sgancio rapido trasformate in fermagli preziosi e cordini di felpe reinterpretati come catene tubolari d’oro.

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Durante i GEM Awards 2025 al Cipriani 42nd Street di New York, uno dei premi più prestigiosi del settore, CHANEL Haute Joaillerie Sport ha ricevuto il riconoscimento per l’eccellenza nell’Alta Gioielleria.

L’evoluzione del gioiello

Per secoli, i gioielli di lusso sono stati simboli di staticità e prestigio. Una collana Cartier o un paio di orecchini Van Cleef & Arpels erano tesori da custodire in cassaforte, non certo accessori da indossare durante una partita su un campo di gara o una sessione di corsa.

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Above La nuova frontiera dei gioielli di lusso pensati per accompagnare ogni movimento sul campo di gara.

Oggi, il concetto di “gioiello ergonomico e performante” sta diventando un linguaggio comune tra le grandi Maison. Creare gioielli progettati per muoversi in armonia con il corpo, invece di ostacolarlo, è il nuovo standard. Anche l’atteggiamento di chi li indossa è mutato: atlete del calibro di Serena Williams, Coco Gauff, Aryna Sabalenka ed Emma Raducanu non vedono più i gioielli come elementi distanti dallo sport. Li indossano per andare verso il campo di gara, durante le conferenze stampa e alle cerimonie di premiazione, raccontando una storia di eleganza e trionfo.

Tiffany & Co. e il trofeo dorato

In quasi 200 anni di storia, Tiffany & Co. ha esteso la sua impronta ben oltre i gioielli, entrando nei templi più iconici dello sport mondiale: dal trofeo Bill Russell per l’MVP delle NBA Finals al trofeo del campionato WNBA. Questi trofei sono opere di alta gioielleria che racchiudono la memoria collettiva di milioni di appassionati.

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2022 NBA Larry O’Brien Championship Trophy
Above Il trofeo Larry O’Brien, simbolo di eccellenza sportiva forgiato con maestria artigianale.
2022 NBA Larry O’Brien Championship Trophy

Nel giugno 2026, quando i New York Knicks hanno sollevato il trofeo Larry O’Brien dopo 52 anni di attesa, pochi hanno notato che quel momento di gloria eterna è stato forgiato dalle mani di maestri gioiellieri, non di ingegneri sportivi. La collaborazione tra Tiffany & Co. e l’NBA, iniziata nel 1977, dura da 49 anni ed è una delle partnership più longeve tra lusso e sport. Il trofeo Larry O’Brien, ridisegnato nel 2022, è una testimonianza perfetta: pesa 13,6 kg, è alto 64,8 cm ed è realizzato in argento sterling con placcatura in oro vermeil. Rappresenta una palla da basket proprio nell’istante in cui sta attraversando la retina: l’attimo più decisivo e iconico di ogni campo di gara.


Articolo tratto dalla pubblicazione Tatler Vietnam Vol.21

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