Dal gilet ceruleo riciclato di Anne Hathaway all'abito d'archivio Versace di Lady Gaga, ogni look ne “Il diavolo veste Prada 2” cela una storia da scoprire
Vent'anni dopo che lo sguardo fulminante di Miranda Priestly (Meryl Streep) ha trasformato il ceruleo in un'ossessione culturale, Il diavolo veste Prada 2 è finalmente arrivato, sfoggiando un'eleganza senza precedenti. Più che un nostalgico giro d'onore, l'atteso sequel presenta un guardaroba ricco di riferimenti, ironia e omaggi sartoriali studiati per premiare i fan più devoti. La costumista Molly Rogers e la stylist Micaela Erlanger definiscono questo approccio “meta-dressing”: abiti che narrano una storia dentro la storia. Ecco i dettagli nascosti e i segreti di stile che Il diavolo veste Prada 2 cela in piena vista.
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Il gilet ceruleo riciclato di Andy
@megantinxie l'iconico maglione ceruleo fa un'apparizione speciale 🥹💕 #devilwearsprada #devilwearsprada2 @The Devil Wears Prada 2 ♬ Suddenly I See - KT Tunstall
Se esiste un capo in grado di definire l'opera originale, è senza dubbio il maglione blu sintetico che ha ispirato il leggendario monologo sul ceruleo di Miranda Priestly. Per il sequel, Molly Rogers ha recuperato il pezzo originale dagli archivi dello studio. Nelle scene finali, Andy Sachs (Anne Hathaway) lo sfoggia in una nuova veste: un raffinato gilet di lusso, tagliato e modellato personalmente dall'attrice stessa sul set. Una metafora da indossare, simbolo di una maestria conquistata in vent'anni di carriera.
Le Rockstud rosse firmate Valentino di Miranda
Above Le Rockstud rosse di Valentino sfoggiate da Meryl Streep ne “Il diavolo veste Prada 2” omaggiano il celebre designer
Osservando attentamente i passi di Miranda Priestly nel teaser del sequel, si nota un paio di décolleté Rockstud color cremisi firmate Valentino, che sostituiscono le iconiche scarpe nere di Prada con cui annunciava il suo arrivo nel 2006. Tra i preziosi dettagli nascosti de Il diavolo veste Prada 2, questo rappresenta un tributo mirato allo straordinario Valentino Garavani, il quale detiene il primato di essere l'unico vero stilista apparso nei panni di se stesso nella pellicola originale. Una scelta impeccabile e sottilmente emozionante.
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La logomania Dior di Emily
Emily Charlton (Emily Blunt) approda ne Il diavolo veste Prada 2 in veste di influente dirigente per Dior, e il suo guardaroba funge da retrospettiva vivente delle epoche più leggendarie della maison. Spicca in particolar modo la felpa con stampa “newsprint” tratta dalla rivoluzionaria collezione del 2000 di John Galliano: una vera e propria lezione di storia della moda che sottolinea l'autorevolezza culturale conquistata da Emily. Quando in seguito passa a Coach, la sua battuta d'uscita viene pronunciata indossando un acclamato capo in maglia di Stuart Vevers. Anche la sconfitta, su di lei, appare magnificamente elegante.
La valigetta vintage Coach di Andy
Prima di rientrare nell'orbita di Runway, Andy viene ritratta con una valigetta vintage logora firmata Coach, in netto contrasto con il lusso patinato che un tempo trasportava per conto di Miranda. La pelle usurata simboleggia vent'anni trascorsi nel giornalismo, lontano dall'universo dorato dell'editoria di moda. Questa borsa da lavoro viene poi sostituita da una creazione trapuntata Chanel nel momento in cui Andy si reintegra in Runway: uno scambio denso di significato che riflette l'evoluzione della nostra eroina ne Il diavolo veste Prada 2.
L'abito d'archivio Versace del 2012 di Lady Gaga
L'apparizione di Lady Gaga alla Settimana della Moda di Milano rappresenta una delle sequenze più vibranti de Il diavolo veste Prada 2, sebbene il suo outfit abbia rischiato di non sopravvivere alle riprese. Dopo aver provato tre look differenti, Gaga ha optato per una creazione personalizzata Atelier Versace proveniente dal suo archivio personale del 2012. Durante la lavorazione, il prezioso abito vintage ha iniziato a deteriorarsi e a cedere tra un ciak e l'altro, rendendo necessari interventi di riparazione d'emergenza per tutta la durata del set.
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