Come stephen curry coniuga venture capital ad alto rischio, media hollywoodiani e distillati di lusso nel suo moderno impero lifestyle
Gli interessi commerciali di stephen curry vanno ben oltre il campo da basket. Nell’ultimo decennio, la stella della NBA ha costruito un portafoglio che spazia dal venture capital, alla proprietà sportiva, fino ai media, ai beni di consumo e alla tecnologia. Invece di trattare le sue attività extra-campo come una semplice serie di accordi di sponsorizzazione, stephen curry ha sviluppato aziende e veicoli di investimento che gli garantiscono quote di proprietà e un ruolo attivo nella costruzione delle imprese.
Gran parte di questa attività è organizzata tramite Thirty Ink, il collettivo commerciale fondato da stephen curry per riunire i suoi progetti commerciali, partnership di marca, interessi mediatici e investimenti. Accanto a questo figurano realtà specializzate come Penny Jar Capital, un fondo di investimento per startup, e Unanimous Media, la sua società di produzione. Il risultato è un portafoglio che tocca settori variegati, dalla cybersicurezza al software per l’ufficio, fino allo sport professionistico, al golf, all’intrattenimento e al bourbon.
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Thirty Ink è il fulcro degli interessi commerciali di stephen curry
Thirty Ink si definisce come un collettivo che ospita le entità aziendali di stephen curry, con attività che spaziano dalle partnership di brand, ai media, agli investimenti e alla filantropia. Curry ricopre il ruolo di CEO, conferendo all’organizzazione un ruolo centrale nella gestione delle imprese nate attorno al suo nome e ai suoi interessi.
Questa struttura è fondamentale poiché gli interessi commerciali di stephen curry non si limitano a investimenti passivi. Alcune sono attività che ha contribuito a fondare, mentre altre comportano partecipazioni azionarie, partnership strategiche o investimenti nel capitale di rischio.
Un esempio è Underrated, che ha sviluppato programmi di basket e golf volti a creare opportunità per i giovani atleti. Un altro è Gentleman’s Cut, il marchio di bourbon del Kentucky che stephen curry ha contribuito a creare insieme a John Schwartz e alla Boone County Distilling Co.
Thirty Ink raggruppa inoltre le attività mediatiche e altre partnership commerciali di stephen curry, conferendo al suo portafoglio una struttura molto più ampia rispetto a quella di un classico atleta testimonial.
Penny Jar Capital porta stephen curry nel mondo del venture capital
La tecnologia rappresenta un altro pilastro degli interessi economici di stephen curry tramite Penny Jar Capital, una società di investimento per le fasi iniziali delle startup che vede il giocatore come figura chiave. L’azienda ha effettuato il suo primo investimento in Syndio nel 2021, sostenendo l’azienda di software per l’equità sul lavoro in un round di finanziamento multimilionario.
Da allora, Penny Jar ha costruito un portafoglio che abbraccia diverse società di software e tecnologia. I suoi investimenti pubblici includono aziende di cybersicurezza come Zafran e Upwind, oltre a realtà come HiveWatch, Local Kitchens, Tokenproof, Ducky e altre ancora.
Upwind e Zafran sono particolarmente degne di nota poiché offrono al portafoglio una visibilità nel settore della cybersicurezza. Penny Jar ha partecipato ai round di finanziamento per entrambe le società, sebbene l’importo personalmente attribuibile a stephen curry non sia reso pubblico. I database di investimento devono quindi essere interpretati come registrazioni della partecipazione di Penny Jar, piuttosto che come prova che il campione abbia investito personalmente l’intero importo raccolto in ogni singolo round.
Il coinvolgimento di stephen curry con Penny Jar riflette inoltre una strategia orientata verso investimenti in startup in una fase precoce, dove il rendimento potenziale deriva dalla crescita del capitale azionario piuttosto che da una classica commissione di sponsorizzazione.
Gli investimenti sportivi rendono stephen curry un proprietario
stephen curry ha inoltre impiegato capitali in proprietà sportive professionistiche, acquisendo visibilità nel business dello sport oltre la sua carriera da giocatore.
Nel 2023, stephen curry si è unito all’Avenue Sports Fund di Marc Lasry nel gruppo di proprietà del team di San Francisco della TGL. Il gruppo includeva anche i suoi compagni nei Warriors, Klay Thompson e Andre Iguodala. La TGL, sviluppata dalla TMRW Sports di Tiger Woods e Rory McIlroy, combina il golf professionistico con un formato indoor tecnologicamente avanzato.
Successivamente, stephen curry è diventato investitore di Unrivaled, la lega di basket 3-on-3 femminile fondata dalle star della WNBA Breanna Stewart e Napheesa Collier. Il suo investimento è stato incluso nel round di finanziamento di Serie A della lega annunciato nel dicembre 2024 e divulgato pubblicamente nel marzo 2025.
Questi investimenti garantiscono a stephen curry interessi in imprese sportive dove i ricavi possono derivare da settori come diritti mediatici, sponsorizzazioni, biglietteria e partnership commerciali, non basandosi esclusivamente sugli stipendi da atleta.
Curry Brand punta in alto con Li-Ning
Curry Brand è uno dei marchi più riconoscibili associati alla stella del basket, ma la sua struttura aziendale è cambiata radicalmente.
Il marchio è stato lanciato insieme a Under Armour nel 2020, espandendo la relazione tra stephen curry e l’azienda di abbigliamento sportivo da una semplice partnership per scarpe firmate a un più ampio business di calzature, abbigliamento e accessori. Curry ha inoltre ricevuto un pacchetto di 8.823.530 azioni Under Armour di Classe C nel 2023, valutate 75 milioni di dollari al momento dell’assegnazione, come parte della relazione rivista tra l’atleta e l’azienda.
Tale accordo non è rimasto definitivo. Nel novembre 2025, Under Armour e stephen curry hanno annunciato che il Curry Brand si sarebbe separato dall’azienda, con Under Armour che ha rilasciato l’ultima Curry 13 e prodotti aggiuntivi fino a ottobre 2026. Curry ha mantenuto la proprietà del business Curry Brand nel suo percorso verso l’indipendenza.
Entro il 2026, la fase successiva del Curry Brand ha preso forma attraverso una partnership con l’azienda cinese di abbigliamento sportivo Li-Ning. Thirty Ink ha descritto l’accordo come un piano a lungo termine per costruire Curry Brand come un’entità indipendente nei settori del basket, del golf e dei prodotti lifestyle.
Questo cambiamento illustra un’importante distinzione nel portafoglio di stephen curry: il suo coinvolgimento con un brand può evolversi da semplice testimonial ad attività di proprietà, concessione di licenze e controllo aziendale più ampio.
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Unanimous Media trasforma il profilo di stephen curry in proprietà intellettuale
Il business mediatico di stephen curry aggiunge un ulteriore livello al suo portafoglio. Ha co-fondato Unanimous Media con Jeron Smith ed Erick Peyton, sviluppando progetti in ambito cinematografico, televisivo, editoriale, podcast e gaming.
I lavori televisivi dell’azienda includono Holey Moley, il programma di competizioni di minigolf della ABC, di cui stephen curry è stato produttore esecutivo. Il catalogo più ampio di Unanimous Media si è poi esteso a documentari, serie sceneggiate e altre forme di contenuti sportivi e d’intrattenimento.
Questa parte del portafoglio è particolarmente significativa, poiché le aziende mediatiche possono trasformare il brand personale di un atleta in una proprietà intellettuale che esiste indipendentemente dalla sua carriera sportiva.
Gli investimenti passati includevano esport e tecnologia
L’interesse di stephen curry per la tecnologia e le nuove imprese risale a prima di Penny Jar Capital. Nel 2018, lui e Andre Iguodala hanno investito in Swift, la società madre dell’organizzazione di esport Team SoloMid, come parte di un round di finanziamento da 37 milioni di dollari guidato da Bessemer Venture Partners.
L’investimento ha garantito a stephen curry una presenza nel mondo degli esport in un periodo in cui le organizzazioni di gioco professionistico stavano attirando un interesse crescente da parte di investitori sportivi tradizionali e aziende tecnologiche.
Piuttosto che essere un investimento isolato da celebrità, esso riflette un modello più ampio nelle attività di stephen curry: puntare su settori legati a un pubblico giovane, tecnologia, intrattenimento e sport, assumendo una posizione di proprietà invece di apparire semplicemente come un ambasciatore pagato.




