Il fondatore di Diaflow esplora il potenziale dei “Diaflow AI Teammates”, analizzando la trasformazione delle dinamiche aziendali e il ruolo evolutivo dell’essere umano
Cresciuto in una famiglia dedita al settore tecnologico, Jonathan Việt Phạm ha respirato sin da giovanissimo l’atmosfera legata allo sviluppo di prodotti digitali. Il suo percorso professionale ha avuto inizio nel settore finanziario, per poi approdare all’imprenditoria tecnologica, dove si è dedicato alla creazione di soluzioni per il mercato internazionale e alla consulenza per aziende in fase di trasformazione digitale attraverso l’ecosistema di Diaflow.
Nel 2023, insieme a Lai Pham e Anh Doan, ha fondato Diaflow, una piattaforma innovativa che consente alle imprese di integrare agenti AI per automatizzare i processi lavorativi. Grazie a Diaflow, la startup ha rapidamente ampliato la propria base utenti globale, raggiungendo oltre 10.000 utilizzatori e ottenendo un round di finanziamento seed guidato da Insignia Ventures Partners per consolidare l’espansione internazionale.
Con il nuovo paradigma degli “AI Teammates”, Jonathan Việt Phạm interpreta l’intelligenza artificiale non più come un mero strumento, ma come un autentico membro dell’organizzazione, delineando una prospettiva inedita sulla collaborazione tra uomo e tecnologia.
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Diaflow ha posizionato la propria offerta attorno al concetto di “AI Teammates”. Quali ragioni hanno guidato questa scelta terminologica?
Il termine “teammate” (compagno di squadra) non è casuale. Osservando gli attuali strumenti di intelligenza artificiale, notiamo come siano quasi tutti progettati con una mentalità puramente servile: l’utente impartisce un ordine e la macchina esegue. Tuttavia, nelle moderne realtà aziendali, non serve solo un software più efficiente; servono partner capaci di comprendere il contesto operativo, individuare soluzioni autonome e, soprattutto, crescere insieme all’organizzazione. Questa è l’essenza stessa di un vero teammate che Diaflow vuole offrire.

Above Jonathan Viet Pham, fondatore di Diaflow, presente nella lista Gen.T Vietnam 2026
Vi è stato un momento particolare in cui ha compreso che questa definizione rispecchiava appieno la vostra visione?
Certamente. Ricordo un colloquio con un manager di una PMI che aveva appena assunto un nuovo dipendente. Il manager mi disse: “Questa persona ha talento, ma devo dedicare intere settimane per trasmetterle la nostra cultura e le sottili sfumature dei nostri processi decisionali”. Ho realizzato allora che anche l’intelligenza artificiale deve seguire un percorso simile: imparare il contesto unico dell’azienda, adattarsi allo stile operativo e assimilare i valori organizzativi. È stato allora che ho capito: con Diaflow non stiamo creando un semplice software, ma un membro integrante del team.
Come distingue un “teammate” da un semplice strumento?
Uno strumento si usa solo quando è necessario. Un compagno di squadra, invece, intuisce le tue intenzioni ancora prima che tu le esprima pienamente. Uno strumento richiede istruzioni dettagliate; un teammate è in grado di dedurre il contesto e offrire suggerimenti proattivi. Gli strumenti seguono una logica lineare, mentre il sistema Diaflow è dinamico: impara dalle tue decisioni passate per ottimizzare le scelte future. Soprattutto, un tool viene accantonato quando non serve, mentre un teammate condivide la visione a lungo termine dell’impresa.
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Gli strumenti seguono una logica lineare, dove A genera B. Un compagno di squadra è dinamico: apprende dalle tue decisioni passate per offrire opzioni migliori oggi, proprio come fa Diaflow.
Secondo la sua visione, in che modo tale distinzione trasformerà la collaborazione in azienda?
Questa evoluzione abbatterà rigide barriere interne. Attualmente, gran parte delle riunioni, delle e-mail e dei report sono finalizzati allo scambio informativo, un compito che l’intelligenza artificiale di Diaflow può svolgere con maggiore efficacia rispetto all’uomo. Delegando queste attività, le persone potranno finalmente concentrarsi su ciò che è intrinsecamente umano: coltivare relazioni, approfondire il dialogo strategico e prendere decisioni basate su valori e visioni a lungo termine.
Quali opportunità schiude Diaflow che prima erano inaccessibili?
Innanzitutto, la democratizzazione dei processi decisionali: grazie al supporto di un assistente intelligente, anche le figure junior possono analizzare dati complessi e fornire input qualificati. In secondo luogo, la velocità di esecuzione senza compromessi qualitativi, permettendo all’uomo di concentrarsi sugli aspetti qualitativi. Infine, una capacità di adattamento continuo, che consente di superare le rigide pianificazioni a favore di strategie agili basate su dati real-time.
Quale di queste rappresenta il cambiamento più significativo per l’operatività aziendale?
La democratizzazione del potere decisionale tramite Diaflow. Le imprese sono spesso frenate da colli di bottiglia informativi, dove solo pochi detengono la conoscenza necessaria. Quando ogni membro del team dispone di un compagno intelligente, le decisioni vengono distribuite, favorendo organizzazioni agili in cui l’innovazione non deve attendere l’approvazione dall’alto, ma nasce ovunque.
Ridefinire il ruolo umano attraverso Diaflow
Con l’adozione di soluzioni come Diaflow, come dovrebbe cambiare l’approccio della leadership?
Il mindset dei leader deve trasformarsi radicalmente: non si tratta più di chiedersi “come far lavorare di più i dipendenti”, ma “come stimolare un pensiero più profondo”. Il leader diventa un direttore d’orchestra che armonizza le competenze umane con quelle di Diaflow. Non si tratta di sostituire l’uomo, ma di massimizzarne il potenziale creativo ed etico.
Esistono decisioni che un leader non dovrebbe mai delegare all’IA?
Certamente. In primo luogo, le scelte legate ai valori e alla cultura: l’identità di un’azienda si basa su fiducia e responsabilità umane. In secondo luogo, le decisioni che toccano la vita e la dignità delle persone, come la gestione delle carriere, che richiedono empatia e compassione. Infine, le scelte in contesti di totale incertezza, dove l’intuizione e il coraggio umano restano insostituibili.
In contesti di totale incertezza, l’IA non può competere con l’uomo. Solo noi possediamo l’intuizione e il coraggio di scommettere sull’ignoto.
Quali qualità cercheranno le aziende nel talento del futuro?
Le competenze puramente esecutive perderanno valore rispetto a qualità come la curiosità intellettuale, lo spirito di servizio e l’adattabilità cognitiva. Con il supporto di Diaflow, saranno cruciali le doti umane come l’empatia, la capacità di comunicazione autentica e la leadership d’ispirazione, in grado di guidare i team anche in tempi di incertezza. Il futuro appartiene a chi sa pensare, ascoltare e creare valore attraverso la collaborazione umana, potenziata ma non sostituita dalla tecnologia.
Articolo tratto dall’edizione originale pubblicata su Tatler Vietnam Vol.22
CREDITS
Editor-in-Chief: Nikita Chu
Managing Editor: Hai Yen Ho
Head of Style: Nga H Nguyen
Art Director: Andy Trần
Photographer: Lê Lai (Chi Pu, Đỗ Hữu Hưng, Phạm Chí Nhu, Vũ Ngọc Anh Thư), Kỳ Anh (Jonathan Việt Phạm, Phúc Nguyễn, Phan Huy), Trí Nguyễn (Khoa Vũ, Khoai Lang Thang, Zean Võ)
Stylist: Long Ngọc
Producer: Joanne Dao
Editors: Lang Minh, Khương Hà, Quyên Hoàng, Sovy Han
Junior Editors: Hồng An, Emily Kỳ (Ky Anh), Lana Nguyễn
Video Director: Viet Hoang
Videographer: Andrewng, Truong Dinh, Duc Anh, Vy Lê
Video Editor: Thiện Trung, Pham Gia Khanh, Vy Lê
Designer: Chau Duong, Dinh Gia Kiet, Anh Bui, Van Ly H
Retoucher: Nét Retouch
Social: Pham Gia Khanh
Makeup & Hair: Ngọc Li
Photo Assistant: Anh Nhựt, Lê Minh Quang
Gaffer/A.C: Hau Nguyen, Phuc
Stylist Assistant: Phúc Tín, Jayce, Minh Đức, Yến Nhi
Fashion: Gucci, Karl Lagerfeld, Calvin Klein, MoiDien
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