Cover Raffles London at the OWO, maestosa icona storica

Un tempo quartier generale delle operazioni militari britanniche, l’Old War Office di Londra è oggi Raffles London at the OWO — dove storie affascinanti di intelligence e spionaggio si intrecciano in un hotel davvero unico

Ottant’anni fa, l’8 maggio 1945, Winston Churchill avrebbe effettuato due telefonate dall’Old War Office di Londra, noto anche come OWO: la prima per informare re Giorgio VI che la guerra era finita; la seconda per ordinare 40 casse di Champagne Pol Roger al suo fidato negoziante di vini, Berry Bros & Rudd.<\/p>

È anche all’OWO che Churchill, nei suoi ruoli di Segretario di Stato alla Guerra e Primo Lord dell’Ammiragliato, teneva consigli di guerra e pronunciava discorsi quotidiani dalla monumentale scalinata dell’edificio.<\/p>

Durante una visita a Londra lo scorso ottobre, otto decenni dopo quelle storiche telefonate, mi sono ritrovato sulla stessa scalinata; la sua teatralità e solennità sono intatte: i gradini rivestiti da un tappeto rosso rubino e circondati da dettagli finissimi, scolpiti in pietra di Painswick, alabastro inglese, marmo Piastraccia italiano e marmo di Brescia.<\/p>

La differenza è che le sale circostanti non sono più gli uffici di alcuni tra i principali politici britannici e degli alti ufficiali militari — sono suite d’hotel.<\/p>

Veda anche: Sempre più hotel costruiscono una fedeltà quasi di culto grazie a un rebranding mirato e a un’identità visiva più riconoscibile<\/a><\/em><\/p>

L’imponente edificio edoardiano in stile barocco, a forma di trapezio e classificato Grade II, completato originariamente nel 1906, ospita oggi Raffles London at the OWO — un progetto da £1,4 miliardi che ha richiesto otto anni e un esercito (ci si perdoni il gioco di parole) di designer e artigiani per prendere vita, inaugurato nel settembre 2023.<\/p>

Nonostante le dimensioni, l’hotel conta soltanto 120 camere, di cui 39 suite — cinque delle quali denominate Heritage Suites, ricavate dagli uffici citati. Splendidamente restaurate, conservano il rivestimento originale in quercia, stucchi ornamentali, finestre a tutta altezza e camini georgiani. La Haldane Suite, ad esempio, la più grande dell’hotel con poco meno di 2.000 piedi quadrati, occupa quello che fu l’ufficio del Segretario alla Guerra Richard Haldane e, in seguito, di Churchill, con viste privilegiate su Whitehall. <\/p>

La mia preferita, tuttavia, è la Granville Suite. Dedicata a Christine Granville, un’aristocratica polacca nota per il suo lavoro con il British Special Operations Executive (SOE) e considerata una delle più straordinarie agenti segrete della Seconda guerra mondiale — si dice fosse la spia prediletta di Churchill per coraggio e tenacia.<\/p>

Nella sua biografia di Granville, The Spy Who Loved, l’autrice Clare Mulley cita due distinti episodi in cui Granville riuscì a “trasformare un ringhioso cane da guardia, tenuto dalle pattuglie di frontiera, nel suo animale domestico pronto a obbedirle a cenno e comando”. <\/p>

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Above La Granville Suite di Raffles London at the OWO
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Above Dettagli d’interni nella Granville Suite storica

La Granville Suite è di una bellezza quasi stordente, con tappezzerie floreali, ricchi pannelli in legno, lampadari a cascata e un bagno unico nel suo genere con vasca autoportante in ottone.<\/p>

È una delle diverse suite intitolate a donne della sfera politica e militare. Molte, come Granville, furono spie e ufficiali dell’intelligence i cui nomi sono stati in gran parte dimenticati; il sessismo dell’epoca ne ha sminuito i risultati. È il modo di Raffles London at the OWO di rendere a queste donne straordinarie il tributo che attendevano da tempo e di assicurare che le loro storie vengano raccontate con la stessa riverenza riservata agli uomini accanto ai quali lavorarono e combatterono.<\/p>

Qui le storie sono innumerevoli, e l’hotel è stato concepito affinché rimangano ancora oggi molto
vive. Consiglio vivamente il tour storico, gratuito per gli ospiti ma disponibile a pagamento anche per gli esterni. È affascinante e ricco di aneddoti — ad esempio, abbiamo scoperto che gli ufficiali prossimi al pensionamento potevano scegliere due delle piccole piastrelle bianche e nere che rivestono i corridoi per farne gemelli da polso.<\/p>

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Raffles London
Above L’eleganza senza tempo degli interni dell’OWO
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Ai piedi della grande scalinata, due teste di leone sono scolpite nei corrimano. Dopo i briefing mattutini, Churchill toccava il naso del leone di destra per buon auspicio; l’effetto è visibile nella pietra ormai consumata. (Lo ammetto: ho sfiorato anch’io quel naso; è stato un anno intenso.)<\/p>

Il ristorante dell’hotel Saison by Mauro Colagreco, con il suo magnifico atrio svettante, occupa l’antica biblioteca dell’edificio. Durante il tour storico, la guida ci ha raccontato che la biblioteca era un tempo piuttosto accessibile ai visitatori, finché un generale francese non aprì un libro trovandolo vandalizzato con la scritta “F*ck the French”. Dopo un imbarazzante e lungo lavoro di gestione del danno d’immagine, la biblioteca divenne inaccessibile agli esterni.<\/p>

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Above L’antica biblioteca dell’Old War Office
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Above Saison di Mauro Colagreco presso Raffles London at the OWO

L’OWO fu intimamente legato all’intelligence britannica: qui nacquero quelle che sarebbero diventate MI5 e MI6; l’edificio ospitò numerose operazioni segrete e fu un centro di intelligence militare e spionaggio per tutto il XX secolo. In particolare, Sir Ian Fleming, autore dei romanzi di James Bond, lavorò qui per la Naval Intelligence Division britannica durante la Seconda guerra mondiale come collegamento con i Servizi Segreti del War Office. Ispirandosi alla sua storia di spionaggio, il personaggio di 007 vide la luce nel seminterrato dell’edificio, dove si intervistavano i candidati per lo SOE e dove si conservavano documenti d’identità e rapporti di missione degli agenti di MI5 e MI6.<\/p>

Oggi quello spazio è lo Spy Bar di Raffles at the OWO: un cocktail bar sotterraneo. È accessibile solo agli ospiti dell’hotel, che vi sono accompagnati da un membro del team concierge. Una volta dentro, viene applicato un adesivo sulla fotocamera del telefono — la regola “no photos allowed” è rigidamente applicata. Il tema dello spionaggio percorre tutta la drink list — non vada via senza assaggiare The Stinger, un cocktail che 007 apprezza nei romanzi Diamonds are Forever<\/em> (1956) e Thunderball<\/em> (1961); e non è possibile dimenticare che l’edificio è apparso in diversi film di Bond, interpretando il quartier generale dell’MI6.<\/p>

Per un luogo meno segreto dove gustare un drink, il Guards Bar and Lounge consente agli ospiti (dell’hotel e non) di indulgere nella stessa sala in cui un tempo sorseggiavano i lavoratori del War Office. Il bar serve il celebre Singapore Sling di Raffles, inventato nel 1915 nella prima proprietà del brand, e un nuovissimo London Sling composto da Sipsmith Raffles 1915 Gin, liquore Sipello, tè di tiglio, bitter alla ciliegia e un fat-wash di fragola e avena.<\/p>

Situato al piano terra, il Guards Bar si affaccia su Horse Guards, l’ingresso ufficiale a Buckingham Palace. Quando l’OWO fu costruito, la sua posizione a Whitehall era strategica, con tunnel sotterranei che lo collegavano al numero 10 di Downing Street, alle Houses of Parliament e ad altri siti chiave per l’evacuazione d’emergenza.<\/p>

Nel mondo esistono molti hotel ospitati in edifici storici — per esempio, l’Hôtel de Crillon di Rosewood a Parigi sorge in un palazzo neoclassico del XVIII secolo, mentre il Mandarin Oriental di Praga occupa un monastero del XIV secolo — ma pochi sono riusciti a tessere storie e significati come ha fatto Raffles London at the OWO.<\/p>

In un mondo — e in un’industria — ossessionati da tutto ciò che è nuovo, è rincuorante vedere come ogni dettaglio di design, ogni tesoro preservato, ogni angolo, rappresenti un impegno consapevole a mantenere viva l’eredità. Non occorre di certo un agente segreto per capire che questo hotel ha compiuto qualcosa di davvero straordinario.<\/p>

Coco Marett è una scrittrice e redattrice cresciuta tra Hong Kong e Melbourne. Attualmente dirige la sezione viaggi di Tatler Asia e gestisce l'account Instagram di Tatler Travel. È nota per i suoi articoli su strutture e destinazioni uniche e poco conosciute. È anche apprezzata per le sue interviste approfondite che offrono un ritratto schietto e senza filtri di personaggi influenti di vari settori, da artisti a politici, da amministratori delegati a chef famosi. Seguitela su Instagram @cocomarett