Con il sostegno di giganti dell’NBA e icone della pallacanestro, il fondatore della Asian University Basketball League vuole trasformare le rivalità universitarie in un fenomeno sportivo di portata continentale grazie al basketball.
Esiste una versione dello sport asiatico che ancora non ha visto la luce, e Jay Li ha dedicato gli ultimi due anni a renderla realtà attraverso il basketball.
La Asian University Basketball League (AUBL) non è un progetto modesto. È sostenuta da Joe Tsai, co-fondatore di Alibaba e proprietario dei Brooklyn Nets; dalla leggenda cinese Yao Ming; da Marc Lasry, ex co-proprietario dei Milwaukee Bucks; e da David Blitzer, co-proprietario dei Philadelphia 76ers. Ad aprile, la lega ha chiuso un round di finanziamento di Serie A guidato da Blue Pool Capital, il family office di Tsai. L’obiettivo è ambizioso ma semplice: creare la versione asiatica del “March Madness”, quella cultura del basketball basata sull’identità universitaria che negli Stati Uniti è cresciuta naturalmente nel corso dei decenni.
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Above Tornando a Hangzhou per il suo secondo torneo, la lega di basketball sfrutta una base di fan locale che ha già attirato oltre 29.000 spettatori dal vivo e 65 milioni di spettatori in streaming.
Questo mese rappresenta il secondo banco di prova per il progetto. L’AUBL torna a Hangzhou dal 2 al 9 agosto, coinvolgendo 12 squadre universitarie provenienti da Grande Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Filippine e Australia. Questo appuntamento segue il torneo di debutto dello scorso agosto, che ha attirato oltre 29.000 spettatori e 65 milioni di visualizzazioni in streaming, numeri straordinari per una regione in cui lo sport universitario non aveva mai avuto un palcoscenico di tale rilievo nel mondo del basketball.
L’idea non è nata da un colpo di fulmine improvviso; Li racconta che è maturata dopo anni di confronti con esperti che credevano nel potenziale del basket universitario in Asia. “In Asia l’istruzione è fondamentale, ma lo sport universitario rimane frammentato”, afferma. “Esistono ottimi programmi in vari mercati, ma manca una piattaforma pan-regionale che li unisca. È un vuoto evidente, e il college basketball sembra essere l’anello mancante.”
La prospettiva di un insider outsider del basketball

Above Facendo leva sul forte orgoglio universitario e sulle storiche rivalità studentesche, la lega sta coltivando una cultura del basketball appassionata e continentale. (Foto: per gentile concessione della Asian University Basketball League)
Il percorso di Li per fondare l’AUBL è singolare. Ha iniziato la sua carriera nei media globali presso la sede centrale dell’NBA a New York, prima di passare alla Chinese Basketball Association come assistente speciale del presidente Yao Ming e, successivamente, alla guida della divisione di sviluppo strategico nel settore del basketball.
Pochi professionisti in Asia hanno conosciuto le istituzioni sportive dall’interno come lui. “L’NBA mi ha mostrato il potere della commercializzazione, della professionalità e della scala globale”, spiega Li. “La CBA mi ha insegnato l’importanza della localizzazione e di come le strategie debbano adattarsi a ogni mercato e cultura.” Altrettanto preziosi sono stati i legami con i decision-maker che in seguito sono diventati i primi sostenitori del progetto basketball.
La sua visione si è rivelata persuasiva. Quando Li ha presentato il piano a Tsai, Lasry, Blitzer e Yao, la risposta è stata rapida: un round seed nel 2025 da Blue Pool Capital, seguito da una Serie A a cui hanno partecipato anche il Nan Fung Group di Hong Kong e la società di venture capital HSG. “La proposta era semplice”, dice Li. “Stiamo creando la risposta asiatica al March Madness, alla Ivy League e alla NCAA.” Il valore dell’investimento, sottolinea, risiede nel tempismo e nella convinzione che “l’AUBL possa diventare la piattaforma fondamentale per le future generazioni di giocatori, tifosi e partner del basketball.”
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Costruire l’identità del basketball da zero

Above Il torneo di Hangzhou riunisce squadre universitarie d’élite provenienti da Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Filippine e Australia per sfidarsi nel basketball. (Foto: per gentile concessione della Asian University Basketball League)
La sfida più ardua per l’AUBL non riguarda la logistica o i fondi, ma la cultura. Il March Madness funziona negli Stati Uniti perché si basa su una tradizione ereditata: decenni di identità e rivalità campus che nessuno ha dovuto inventare. La convinzione comune è che l’Asia manchi di queste basi.
Li non è d’accordo e cita prove concrete. “L’anno scorso ho assistito al match tra Korea University e Yonsei”, racconta, riferendosi alla storica rivalità tra le due università di Seoul. “L’atmosfera era incredibile, l’energia che ci si aspetta da una grande sfida come UNC contro Duke. Anche in Cina, la sfida tra l’Università di Pechino e la Tsinghua porta con sé lo stesso prestigio di Harvard contro Yale.” Il compito dell’AUBL, secondo Li, è riconoscere le rivalità già esistenti e crearne di nuove a livello internazionale. Tuttavia, è consapevole che la lega non possa limitarsi a copiare il modello americano: la cultura giovanile asiatica è influenzata dal K-pop, dall’anime e dalla moda tanto quanto dal basketball.
La scelta di Hangzhou come città ospitante è stata ponderata. “La squadra professionistica locale ha raggiunto le ultime due finali della CBA e abbiamo vissuto la loro passione durante l’AUBL 2025”, spiega Li. La logistica è strategica, grazie a una collocazione naturale nel calendario sportivo globale di inizio agosto, subito dopo il periodo dei Mondiali, supportata da oltre 25 partner televisivi internazionali che trasmettono il basketball.
Cosa riserva il futuro
Il torneo di agosto rappresenta solo la prima fase. Seguirà una stagione regolare con 16 squadre, tra partite in casa e trasferta, da fine novembre ad aprile 2027; un formato che spera di replicare la regular season della NCAA, culminando nella propria versione della Final Four di basketball.
Il successo, tra cinque anni, significherà per Li rendere l’AUBL “una proprietà sportiva profittevole con una fan base in rapida crescita”, dove le squadre mantengono un’identità locale pur attirando sostenitori ben oltre i propri confini. “Vogliamo che l’AUBL sia oggetto di discussione tanto quanto la NCAA negli Stati Uniti.” Il traguardo finale sarebbe sia personale che commerciale: “Sarebbe un sogno vedere un atleta dell’AUBL arrivare a giocare nell’NBA.”
L’AUBL ha sede a Hong Kong perché, afferma Li, “questa città significa molto per me personalmente. È un punto di connessione naturale tra i mercati e il luogo ideale per costruire un progetto di ambizione regionale.” Il torneo di test del 2024 è iniziato proprio qui. “È dove tutto ha avuto inizio e sento la responsabilità di restituire valore alla comunità del basketball.”
Il successo di questo progetto non sarà deciso ad Hangzhou in agosto, ma nel corso delle stagioni future, quando i giovani di Manila, Hong Kong, Seoul o Pechino inizieranno a sentirsi coinvolti, spontaneamente, dal destino sportivo della propria università nel mondo del basketball.




