Ryeoun in Bloody Flower (Photo: IMDB)
Cover Siete alla ricerca di brividi di altissimo livello? Guardate i K-drama sui serial killer come ‘Bloody Flower’ (Foto: IMDB)
Ryeoun in Bloody Flower (Photo: IMDB)

Dai sociopatici glamour ai vigilanti moralmente ambigui, questi K-drama sui serial killer dimostrano che i thriller coreani sono all'altezza delle loro controparti romantiche

Esistono due tipi di persone al mondo: coloro che si addormentano al suono della pioggia e coloro che prendono sonno guardando documentari su leader di sette, omicidi irrisolti e donne che spiegano con calma perché avrebbero indubbiamente catturato l'assassino già al terzo episodio.

Alcune ricerche suggeriscono che le donne siano particolarmente attratte dalle storie di omicidi seriali. Una spiegazione è che il genere true crime possa funzionare come un modo per imparare informalmente a valutare il rischio: riconoscere i segnali d'allarme, comprendere le manipolazioni e prepararsi mentalmente ad affrontare situazioni pericolose. Aggiungete la complessità emotiva, i giochi psicologici del gatto col topo e la rassicurante certezza che il colpevole verrà solitamente catturato nel finale, e improvvisamente i K-drama sui serial killer iniziano a sembrare meno stressanti e più simili a una forma molto oscura di cura personale.

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Le produzioni sudcoreane, naturalmente, hanno elevato il genere in qualcosa di decisamente più sofisticato. Nei thriller coreani, l'assassino è raramente solo un assassino. Spesso rappresenta una metafora, una risposta a un trauma, un monito o (in alcuni casi davvero perversi) il protagonista romantico.

Se la vostra visione di conforto include schizzi di sangue, detective moralmente compromessi e persone affascinanti che crollano in sale interrogatori squisitamente illuminate, questi sono i K-drama sui serial killer a cui vale la pena dedicare il proprio tempo.

1. ‘Bloody Flower’ (2026)

Above ‘Bloody Flower’ trasforma il K-drama sui serial killer in un torbido dibattito morale per stabilire se salvare vite umane possa mai giustificare il toglierle

Il serial killer in Bloody Flower non è uno psicopatico mascherato in agguato in vicoli bui, bensì Lee Woo-gyeom (Ryeoun), un genio della medicina convinto che ogni omicidio sia semplicemente uno “scambio” alla ricerca di una cura universale. Basterebbe questo a rendere la serie deliziosamente folle, ma ciò che la rende irresistibile è la sua riluttanza a fornire al pubblico risposte facili.

La serie presenta Woo-gyeom sia come mostro che come operatore di miracoli, creando un triangolo moralmente sgradevole tra un padre disperato (Sung Dong-il), che ha disperatamente bisogno di salvare sua figlia, e una procuratrice (Keum Sae-rok), la quale si rifiuta di credere che salvare vite giustifichi l'omicidio. In mani meno esperte, questo si sarebbe trasformato in un melodramma. Al contrario, Bloody Flower rappresenta l'attuale punto di riferimento televisivo per il dilemma “uccidereste una persona per salvarne migliaia?”. Di nicchia ma affascinante. È macabro, elegante e costringe costantemente gli spettatori a chiedersi se stiano tifando per la persona sbagliata.

2. ‘Dear X’ (2025)

Above ‘Dear X’ segue un'attrice affascinante la cui ascesa verso la fama si fonda su manipolazione, sociopatia e qualche omicidio

La maggior parte dei K-drama sui serial killer relega l'assassino a un'ombra in agguato ai margini dell'inquadratura. Dear X fa esattamente l'opposto. Qui, il killer è la protagonista.

Baek Ah-jin (Kim You-jung) è un'attrice splendida e raffinata la cui ascesa verso la celebrità è costruita su menzogne, manipolazioni e un'agghiacciante propensione a “riciclare” chiunque minacci la sua vita accuratamente costruita. Dear X risulta particolarmente inquietante perché Ah-jin non è un'assassina caotica. È metodica, strategica e spaventosamente abile nel fingere innocenza.

La serie possiede tutto il fascino patinato di un melodramma sulle celebrità. Presenta abiti d'alta moda, appartamenti sfarzosi e immagini pubbliche immacolate. Tuttavia, sotto la superficie, è un profondo studio sul narcisismo e sulla sociopatia. Osservare Ah-jin districarsi dai sospetti con le parole è quasi più spaventoso degli omicidi stessi. Si tratta di una rara storia guidata da una figura femminile che permette alla sua antieroina di rivelarsi completamente mostruosa senza mai perdere il proprio fascino.

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3. ‘Beyond Evil’ (2021)

Above ‘Beyond Evil’ utilizza un caso di omicidio in una piccola cittadina per esplorare il dolore, il sospetto e il modo in cui le comunità creano i propri mostri

Beyond Evil è il risultato di ciò che accade quando un dramma criminale decide che l'atmosfera ha la stessa importanza della trama.

Ambientata in una piccola città dove tutti sembrano conoscere i segreti degli altri, la serie segue due detective: uno imprevedibile ed emotivamente segnato, l'altro freddo, ambizioso e con motivazioni personali da nascondere. Da qualche parte tra loro si cela la verità su una serie di omicidi che tormenta la città da decenni.

Lo show ha vinto il premio come Miglior Drama ai Baeksang Arts Awards per un'ottima ragione. Invece di correre da un omicidio all'altro, Beyond Evil rallenta il ritmo. Questa tecnica costringe gli spettatori a convivere con il sospetto, il dolore e la sgradevole realtà che a volte intere comunità contribuiscono a creare dei mostri. Shin Ha-kyun e Yeo Jin-goo sono fenomenali insieme, trasformando ogni conversazione in una lotta per il potere. L'opera si concentra meno sull'identità dell'assassino e maggiormente su ciò che la ricerca della verità provoca in chi resta.

4. ‘The Art of Sarah’ (2026)

Above Questo show relativamente nuovo segue un'assassina che ruba le identità di donne benestanti svanendo nelle loro vite

Se amate i K-drama sui serial killer arricchiti da alta moda, champagne e crisi d'identità esistenziali, The Art of Sarah potrebbe diventare la vostra nuova ossessione.

Il dramma si concentra su un detective che indaga su Sarah Kim, solo per rendersi conto che “Sarah Kim” potrebbe non esistere affatto. Al contrario, la donna a cui dà la caccia sembra assumere le identità di donne facoltose dopo averle uccise, scivolando senza soluzione di continuità nelle loro vite come una terrificante mutaforma dell'alta società.

In parte thriller, in parte satira sociale, The Art of Sarah è tanto interessato alle dinamiche di classe quanto agli omicidi. Ogni episodio svela un ulteriore strato patinato di lusso per rivelare qualcosa di marcio al di sotto. Possiede la raffinatezza visiva di una campagna di moda ma l'anima di un incubo, che rappresenta spesso il punto di forza di un grande thriller coreano.

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5. ‘The Killing Vote’ (2023)

Above ‘The Killing Vote’ immagina un mondo in cui il pubblico decide quali criminali meritano di morire

Il killer in The Killing Vote non si nasconde in bella vista. Si nasconde nel vostro telefono.

Conosciuto solo come “Gaetal”, il vigilante mascherato al centro del dramma invia messaggi di testo chiedendo al pubblico se i criminali sfuggiti alla punizione legale meritino di morire. Se la maggioranza vota sì, Gaetal esegue la condanna a morte.

Ciò che rende lo show così avvincente è il modo in cui spinge gli spettatori in una posizione scomoda: si può non essere d'accordo con la giustizia dei vigilanti, ma le persone prese di mira da Gaetal sono spesso innegabilmente orribili. La serie si concentra meno sulla questione se l'omicidio sia sbagliato e più sul fatto che un sistema legale corrotto crei a sua volta dei mostri. È in parte thriller, in parte critica sociale e in parte un esperimento mentale su cosa accade quando la giustizia diventa puro intrattenimento.

6. ‘Blind’ (2022)

Above ‘Blind’ è un oscuro giallo su giurati assassinati, traumi familiari e sospettati che sembrano tutti colpevoli

Blind inizia con un processo per omicidio e si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro.

Le vittime sono giurati legati a un caso del passato, il che significa che quasi tutti diventano sospettati. Al centro della vicenda ci sono tre fratelli—interpretati da Ok Taec-yeon, Ha Seok-jin e Jung Eun-ji—ciascuno portatore di traumi e segreti sufficienti a renderli plausibili assassini.

Il dramma è pesante, brutale e assolutamente ricco di colpi di scena. Abusi infantili, istituzioni corrotte, fantasie di vendetta e un numero di vittime che sembra aumentare a ogni episodio rendono Blind emotivamente estenuante nel miglior modo possibile. È il tipo di serie in cui passerete metà del tempo a cambiare idea su chi sia l'assassino.

7. ‘Voice’ (2017–2021)

Above ‘Voice’ reinventa il genere poliziesco attraverso una profiler vocale che dà la caccia ad alcuni dei killer più spaventosi nella storia dei K-drama

Voice è indubbiamente uno dei K-drama sui serial killer più influenti che la Corea abbia mai prodotto.

Invece di concentrarsi su un detective tradizionale, lo show segue una profiler vocale dotata di capacità uditive quasi soprannaturali. È un'abilità che le permette di identificare indizi che ad altri sfuggono. Già solo questo espediente fa risaltare la serie, ma il vero motivo per cui Voice è diventato un fenomeno sono i suoi antagonisti.

Mo Tae-gu, antagonista della prima stagione, rimane uno dei nemici più spaventosi nella storia dei K-drama: ricco, sadico, affascinante e totalmente privo di empatia. Interpretato con una presenza scenica terrificante da Kim Jae-wook, è il tipo di villain che indugia nella mente molto tempo dopo i titoli di coda. Attraverso molteplici stagioni, Voice si è costruito la reputazione di offrire alcune delle scene d'inseguimento più intense, sequenze di chiamate d'emergenza adrenaliniche e killer da incubo mai visti nel genere.

8. ‘Somebody’ (2022)

Above Questo thriller elegante e disturbante si concentra sulla pericolosa attrazione tra un serial killer e la donna che potrebbe comprenderlo al meglio

Somebody rappresenta ciò che accade quando un dramma criminale viene filtrato attraverso l'estetica di un film d'arte indipendente e la logica emotiva di una storia d'amore destinata a finire in tragedia. Sung Yun-oh (Kim Young-kwang) è un architetto che utilizza un'applicazione di social networking per trovare le proprie vittime, mentre Kim Sum (Kang Hae-lim), la sviluppatrice asociale dietro l'app, si sente attratta da lui nonostante intuisca che qualcosa è profondamente sbagliato. La loro connessione è più una collisione tra due persone solitarie e ferite che riconoscono qualcosa di inquietante l'una nell'altra.

Somebody si preoccupa ben poco di seguire i canoni di un dramma criminale convenzionale. Invece di concentrarsi sulle indagini, si addentra nell'ossessione, nella solitudine e nella strana attrazione tra predatore e testimone. Sung Yun-oh è terrificante per la sua imperturbabile calma, e la serie lo tratta quasi come un oscuro oggetto del desiderio piuttosto che semplicemente come un mostro da catturare. Il risultato è uno dei thriller coreani più seducenti e al contempo più disturbanti degli ultimi anni.

9. ‘Mouse’ (2021)

Above ‘Mouse’ è un thriller psicologico ricco di colpi di scena che si pone l'antica domanda se il male possa essere previsto prima che accada

Mouse è il tipo di dramma che la gente raccomanda con l'avvertimento: “Non cercate nulla su Google prima di guardarlo”.

Ambientata in un mondo attanagliato dalla paura per un pluriomicida, la serie pone una delle domande più oscure che si possano immaginare: e se la scienza potesse identificare la psicopatia prima che qualcuno commetta un crimine? Lo show prende l'idea di un cosiddetto “gene dello psicopatico” e la trasforma in uno dei thriller più ricchi di colpi di scena ed emotivamente devastanti nella storia dei K-drama.

La performance di Lee Seung-gi è fondamentale per spiegare il successo di Mouse. Inizia come un agente di polizia alle prime armi quasi aggressivamente amabile, solo perché la serie gli tolga il terreno da sotto i piedi, e al pubblico con lui, in modi sempre più orribili. Pochi drammi si impegnano così a fondo nel far mettere in discussione agli spettatori ogni ipotesi formulata. Quando la verità viene svelata, potreste aver letteralmente bisogno di rimanere seduti in silenzio per un po'.

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