The Odyssey (Photo: IMDB)
Cover Pochi eroi letterari si sono dimostrati versatili come Odysseus. Con l’arrivo dell’attesissimo adattamento di Christopher Nolan, ecco uno sguardo agli attori che hanno dato volto al re astuto Odysseus (Foto: IMDB)
The Odyssey (Photo: IMDB)

Sebbene Matt Damon sia l’ultimo attore a interpretare il leggendario Odysseus, queste indimenticabili performance hanno contribuito a definire l’eroe epico sul grande schermo.

Christopher Nolan si è confrontato con ladri di sogni, esploratori interstellari, evacuazioni belliche e la creazione della bomba atomica. Ora, si dedica a una delle storie di avventura più antiche e influenti mai raccontate: l’epopea di Odysseus.

Con l’arrivo de “L’Odissea” nelle sale cinematografiche e Matt Damon nei panni di Odysseus, l’interesse per il capolavoro di Omero è tornato a crescere. È, indubbiamente, un compito arduo. Odysseus non è soltanto un guerriero o un re; egli rappresenta il sopravvissuto per eccellenza della letteratura, un uomo la cui arma più potente è l’ingegno. Odysseus vince le battaglie attraverso l’astuzia, si salva dai disastri con la parola, sfida gli dei, sconfigge mostri e trascorre un intero decennio cercando di tornare a casa.

È proprio ciò che rende il ruolo così affascinante per gli attori. Ogni generazione riscopre un diverso Odysseus. Alcuni lo ritraggono come un audace avventuriero, altri ne sottolineano la natura di veterano esausto, stratega consumato, sposo tormentato o sopravvissuto stanco. Mentre Matt Damon si prepara a navigare tra ciclopi, sirene e l’ira divina, ecco alcuni degli interpreti che hanno contribuito a definire il leggendario re di Itaca sullo schermo, portando il mito di Odysseus nel cinema contemporaneo.

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Armand Assante in “L’Odissea” (1997), il re Odysseus

Above Dopo la vittoria nella guerra di Troia, Odysseus intraprende un viaggio decennale verso casa, affrontando mostri, tentazioni e l’ira implacabile degli dei.

Lo stile interpretativo: intenso, crudo e profondamente umano.

Per un’intera generazione, Armand Assante rimane il definitivo Odysseus televisivo.

La miniserie, vincitrice di un Emmy, arrivò in un’epoca in cui la televisione era ancora disposta ad accogliere grandi epopee letterarie, e Assante comprese perfettamente ciò che rendeva il personaggio di Odysseus così avvincente. Il suo Odysseus non è soltanto un eroe che conquista ostacoli mitici; è un uomo che viene lentamente logorato da essi.

Assante bilancia sapientemente le contraddizioni del personaggio, trasformando Odysseus in un tattico geniale e, allo stesso tempo, in uno sposo affranto dal dolore. Le scene con la Calipso di Vanessa Williams e la Penelope di Greta Scacchi rivelano un uomo diviso tra dovere, tentazione e nostalgia di casa. Quando finalmente raggiunge Itaca, l’interpretazione porta il peso di un Odysseus che ha sopportato molto più di semplici mostri marini.

Pochi adattamenti catturano l’esaurimento emotivo del viaggio di Odysseus con la stessa efficacia di questo.

Sean Bean in “Troy” (2004), il pragmatico Odysseus

Above Mentre gli eserciti greci assediano Troia, Odysseus emerge come uno dei pochi leader capaci di vedere oltre l’ego e la gloria del campo di battaglia.

Lo stile interpretativo: il pragmatico definitivo e diplomatico stanco.

Il “Troy” di Wolfgang Petersen appartiene forse all’Achille di Brad Pitt e all’Ettore di Eric Bana, ma il Sean Bean che interpreta Odysseus ruba silenziosamente la scena in ogni momento.

Mentre molti eroi del film sono guidati dall’orgoglio, dalla rabbia o dalla gloria personale, l’Odysseus di Bean sembra spesso l’unico adulto nella stanza. Comprende la politica, la strategia e la natura umana meglio di chiunque altro. Invece di caricare a testa bassa in battaglia, trascorre gran parte del film a gestire le conseguenze degli errori altrui.

L’interpretazione di Bean cattura una delle qualità più importanti di Odysseus: l’intelligenza come potere. Il suo Odysseus vince non perché sia il guerriero più forte, ma perché è il più acuto. La famosa proposta del Cavallo di Troia funziona perché Bean la espone con la fiducia di un Odysseus che ha già calcolato ogni possibile esito.

Si tratta di un’interpretazione straordinariamente fedele inserita in un blockbuster bellico, quasi come un vero e proprio cavallo di Troia nella storia di Odysseus.

Kirk Douglas in “Ulisse” (1954), lo storico Odysseus

Above Il leggendario re greco combatte ciclopi, maghe e divinità marine nel suo pericoloso viaggio di ritorno verso Itaca nei panni di Odysseus.

Lo stile interpretativo: vigoria hollywoodiana e carisma leggendario.

Molto prima della televisione di prestigio e dei reboot mitologici crudi, c’era Kirk Douglas nel ruolo di Odysseus.

L’adattamento del 1954, che utilizza il nome romano Ulisse, ha contribuito a stabilire l’immagine cinematografica moderna del personaggio di Odysseus. Douglas affronta il ruolo con il carisma stellare tipico della Hollywood della metà del secolo. Questo è un Odysseus che avanza con sicurezza verso il pericolo, sfoggiando un sorriso che suggerisce come sia pienamente convinto di poter sopravvivere a ogni sfida.

Dove le interpretazioni successive mettono in luce la complessità psicologica, Douglas punta tutto sull’avventura. I suoi incontri con Polifemo, Circe e le Sirene sono grandiosi spettacoli mitologici, e la fisicità atletica dell’attore rende il suo Odysseus capace di affrontare ogni ostacolo posto dagli dei.

Resta una delle rappresentazioni fondamentali di Odysseus sullo schermo.

George Clooney in “Fratello, dove sei?” (2000), un moderno Odysseus

Above Un detenuto in fuga intraprende un bizzarro viaggio attraverso il Mississippi durante la Grande Depressione cercando di ricongiungersi con sua moglie, ispirato al mito di Odysseus.

Lo stile interpretativo: loquace, affascinante e divertentemente vanitoso.

I fratelli Coen hanno trasformato l’epopea di Odysseus in uno degli adattamenti letterari più inventivi mai realizzati.

Nei panni di Everett McGill, George Clooney interpreta essenzialmente uno Odysseus del Sud, la cui spada è stata sostituita da un’infinita sicurezza di sé e da una cura impeccabile per i capelli. Come l’eroe di Omero, questo Odysseus sopravvive grazie all’ingegno piuttosto che alla forza bruta. Mente, complotta, negozia, improvvisa e occasionalmente si caccia in guai ancora più grandi.

Clooney cattura brillantemente la vanità, l’astuzia e l’ottimismo instancabile che definiscono molte versioni di Odysseus. Il ciclope del film, le sirene e gli incontri nel mondo sotterraneo sono reinterpretati attraverso la cultura americana, eppure lo spirito del viaggio originale di Odysseus rimane inconfondibile.

È la prova che un’epopea scritta quasi 3.000 anni fa può ancora sembrare sorprendentemente contemporanea come il viaggio di Odysseus.

Bekim Fehmiu ne “L’Odissea” (1968), il classico Odysseus

Above L’epopea di Omero si dispiega con una fedeltà insolita mentre Odysseus lotta contro minacce soprannaturali e debolezze umane.

Lo stile interpretativo: severo, classico e archeologico nella sua fedeltà.

Molti adattamenti reinterpretano Odysseus. “L’Odissea” del 1968, in gran parte, lo preserva.

L’ambiziosa miniserie europea rimane amata dai classicisti per il suo impegno nel rispettare la struttura e il tono di Omero. Al centro di tutto c’è Bekim Fehmiu, il cui Odysseus sembra quasi trasportato direttamente dalla letteratura antica.

A differenza delle interpretazioni più espressive che seguiranno, Fehmiu interpreta il re di Itaca con una sobrietà notevole. Il suo Odysseus è calcolatore, osservatore e silenziosamente autorevole. Ogni decisione appare soppesata rispetto alle dure realtà della sopravvivenza che deve affrontare il vero Odysseus.

Il risultato può mancare dei fronzoli hollywoodiani, ma possiede una rara autenticità che continua a meritare ammirazione nel tempo per il ritratto di Odysseus.

Alessio Boni in “Odysseus” (2013), un moderno Odysseus

Above Ritornando da Troia, Odysseus affronta nemici, ricordi e il costo emotivo delle scelte che lo hanno reso una leggenda.

A differenza di molti adattamenti che si concentrano su ciclopi, sirene e intervento divino, la serie del 2013 dedica gran parte della durata ad esaminare ciò che accade a Itaca durante l’assenza di Odysseus. Questo approccio permette ad Alessio Boni di interpretare il re meno come una superstar mitologica e più come un sovrano la cui prolungata scomparsa ha destabilizzato un intero regno. Quando finalmente torna, Boni porta una gravità duramente guadagnata al ruolo, ritraendo Odysseus come un uomo diventato straniero a casa propria. L’interpretazione accentua la responsabilità politica e il sacrificio personale rispetto all’avventura, risultando in una delle interpretazioni di Odysseus più mature dal punto di vista psicologico.

Ralph Fiennes in “The Return” (2024), il tormentato Odysseus

Above Dopo decenni lontano da casa, Odysseus ritorna a Itaca scoprendo che reclamare la propria vita potrebbe essere più difficile che sopravvivere al viaggio.

Lo stile interpretativo: segnato, invecchiato e privo di grandezza mitica.

Pochi attori sono meglio attrezzati per ritrarre l’esaurimento di Ralph Fiennes nel ruolo di Odysseus. Nel film “The Return” di Uberto Pasolini, l’attenzione si sposta lontano dai mostri e dalle avventure verso qualcosa di più intimo: ciò che accade dopo che la storia è finita. Fiennes interpreta Odysseus come un veterano traumatizzato e consumato che ritorna in un regno che a stento lo riconosce.

È sparito l’avventuriero trionfante. Al suo posto c’è un uomo che lotta per riconnettersi con Penelope, ricostruire relazioni e affrontare le cicatrici psicologiche della guerra. L’interpretazione di questo Odysseus sembra meno legata alla mitologia e più al dramma umano.

È una delle interpretazioni più concrete ed emotivamente mature del personaggio di Odysseus mai filmate.

Matt Damon in “The Odyssey” (2026), l’attesa per Odysseus

Above Christopher Nolan adatta l’epopea di Omero, seguendo Odysseus nel suo leggendario viaggio verso casa dopo la caduta di Troia.

Lo stile interpretativo: da definire, ma le aspettative per il suo Odysseus non potrebbero essere più alte.

Matt Damon eredita uno dei ruoli più impegnativi del cinema.

A differenza di molti eroi mitologici, Odysseus non può essere definito solo dalla forza. Deve essere credibile come re, soldato, stratega, sposo, mentitore, sopravvissuto, amante e narratore, tutto in una volta. L’attore deve convincere il pubblico che questo Odysseus sia in grado di superare in astuzia dei e mostri pur rimanendo riconoscibilmente umano.

Fortunatamente, Damon arriva con una carriera costruita su protagonisti intelligenti, da “Il talento di Mr. Ripley” e “Sopravvissuto - The Martian” al franchise di “Bourne” e “Oppenheimer”. Sotto la direzione di Nolan, gli spettatori possono ragionevolmente aspettarsi uno Odysseus che ponga l’accento sull’intelletto tanto quanto sull’azione.

Se si unirà alle fila dei grandi interpreti di Odysseus sullo schermo, resta da vedere. Ma mentre l’attesa cresce per l’adattamento di Nolan, Damon sta già entrando in un’eredità formata da alcune delle interpretazioni più affascinanti nel cinema mitologico che vedono protagonista Odysseus.

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