Dai vendicativi spettri ai cadaveri che saltellano, esploriamo sei iconici esempi di ghosts in asian culture e le loro apparizioni cinematografiche
Il ricco arazzo degli spiriti e dei ghosts in asian culture abbraccia secoli di folklore, tradizioni religiose e venerazione degli antenati in diverse regioni. Lungi dall’essere semplici espedienti narrativi per spaventare il pubblico, queste figure rappresentano credenze profonde riguardo alla giustizia, alla moralità, al lutto e al regno del soprannaturale. Il cinema e la televisione in tutta l’Asia attingono frequentemente a queste leggende, traducendo antiche mitologie in moderni media visivi. Comprendendo queste entità spettrali e le loro origini, gli spettatori ottengono una visione diretta di come le diverse società interpretino l’esistenza umana e l’aldilà.
Dai cadaveri rianimati che saltellano nel cinema di Hong Kong alle teste fluttuanti distaccate visceralmente nell’horror thailandese, le rappresentazioni di ghosts in asian culture offrono una prospettiva unica sulla narrazione del soprannaturale.
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La Pontianak in Indonesia e la Kuntilanak in Malesia
Above Uno spirito vendicativo del folklore malese e indonesiano, nato da una tragedia e annunciato dal profumo improvviso di frangipani
La Pontianak, conosciuta anche come Kuntilanak in Indonesia, rimane uno dei ghosts in asian culture più significativi nelle tradizioni malesi e indonesiane. Il folklore definisce questo spirito come un’entità femminile vendicativa, nata da una donna deceduta durante il parto. Si manifesta solitamente con lunghi capelli scuri, vestita di bianco, e attira le vittime con deboli lamenti o un improvviso profumo floreale prima di rivelare la sua forma terrificante.
Sul grande schermo, questa figura è stata rappresentata ampiamente nel cinema regionale. Titoli malesi e singaporiani come Pontianak Harum Sundal Malam (2004) e Revenge of the Pontianak (Dendam Pontianak, 2019) esplorano direttamente il mito tradizionale. Nel cinema indonesiano, il longevo franchise Kuntilanak, insieme ad opere soprannaturali moderne come Satan’s Slaves, attinge pesantemente a questo specifico tropo spettrale.
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L’onryō dell’horror giapponese
Above Il leggendario spirito vendicatore del Giappone la cui ira travolgente supera il confine tra la morte e il mondo dei vivi
La tradizione cinematografica giapponese presenta l’onryō, uno spirito vendicativo guidato da un’intensa ira causata da tradimenti o sofferenze subite in vita. Radicata nel folklore tradizionale dello yūrei, l’entità ritorna da un regno simile al purgatorio per infliggere maledizioni indiscriminatamente sui viventi.
La rappresentazione cinematografica più riconoscibile di questa entità appare nel film Ringu del 1998 e nel suo adattamento americano del 2002 The Ring, attraverso il personaggio di Sadako Yamamura, che emerge dagli schermi televisivi tramite una videocassetta maledetta.
Analogamente, Ju-On: The Grudge e il suo remake del 2004 mostrano Kayako Saeki, un onryō che infesta la residenza in cui si è conclusa la sua vita. Il cinema precedente, incluso il film antologico del 1964 Kwaidan, dimostra le radici storiche di queste figure vendicative nella narrazione classica giapponese.
Lo jiangshi nell’horror marziale di Hong Kong
Above L’iconico cadavere rianimato della tradizione cinese, bloccato dal rigor mortis e spinto a drenare l’energia vitale dei vivi
Il cinema di Hong Kong ha popolarizzato lo Jiangshi, un cadavere rianimato o “vampiro saltellante” irrigidito dal rigor mortis che si muove con le braccia protese. Secondo il folklore, la creatura si nutre dell’energia vitale, o qi, degli esseri umani vivi.
Il classico del 1985 Mr. Vampire ha gettato le basi per questo sottogenere unico, combinando arti marziali, commedia ed elementi del folklore tradizionale. Diretto da Sammo Hung, il film del 1980 Encounters of the Spooky Kind ha integrato analogamente la leggenda dello Jiangshi nel cinema d’azione. Decenni dopo, il film Rigor Mortis del 2013 ha offerto un cupo omaggio moderno a questi spiriti tradizionali, illustrando come i ghosts in asian culture continuino ad adattarsi nel cinema contemporaneo.
Gwi-shin e cheonyeo gwishin della Corea
Above Il tragico spettro della fanciulla coreana, legata al regno mortale da desideri inappagati e vestita con abiti funebri bianchi
Nella credenza popolare coreana, i gwi-shin sono spiriti umani intrappolati sulla terra a causa di lutto irrisolto, risentimento o doveri incompiuti. Una variante notevole è la cheonyeo gwishin, o spirito della fanciulla, solitamente raffigurata con indosso abiti funebri bianchi, noti come sobok, e lunghi capelli neri sciolti.
Cinema e televisione presentano regolarmente queste entità per esplorare temi legati alla perdita e ai drammi familiari. Il film horror psicologico A Tale of Two Sisters del 2003 attinge direttamente dalla leggenda coreana di Janghwa Hongryeon jeon. In televisione, la serie del 2019 Hotel Del Luna ritrae un albergo specializzato che accoglie esclusivamente i gwi-shin prima della loro transizione verso l’aldilà, mentre il film The Wailing del 2016 mette in luce i rituali sciamanici legati a questi spiriti inquieti.
La krasue nella tradizione thailandese e cambogiana
Above Uno spirito notturno del Sud-est asiatico composto da una testa fluttuante ancorata a organi interni esposti e luminosi
La krasue, nota come krasue-Ahp in Cambogia, rappresenta una distinta entità notturna nel mito popolare del Sud-est asiatico. Lo spirito consiste in una testa femminile fluttuante attaccata a organi interni e viscere sospese, che emettono una luce nel buio mentre caccia sangue e carne cruda.
Le rappresentazioni cinematografiche enfatizzano sia il terrore che la tragedia associati alla maledizione. Il film horror sentimentale thailandese Inhuman Kiss del 2019 esplora le tragiche origini personali dell’entità in un contesto rurale. Inoltre, l’uscita del 2006 Krasue Valentine colloca questa creatura tradizionale in un contesto moderno, dimostrando come i mostri del folklore storico si traducano in strutture narrative cinematografiche contemporanee.
La manananggal nel folklore filippino
Above Una terrificante creatura alata del folklore filippino capace di separare il busto superiore per cacciare nel cuore della notte
Il folklore filippino presenta la manananggal, una creatura mitica simile a un vampiro, capace di separare il busto superiore dalla parte inferiore del corpo. Di notte, la parte superiore sviluppa ali simili a quelle di un pipistrello per volare e dare la caccia alle donne incinte, lasciando la parte inferiore nascosta.
Sul grande schermo, il longevo franchise di film horror antologici filippini Shake, Rattle & Roll ha presentato numerose raffigurazioni della manananggal, stabilendo la creatura come un elemento fondamentale del cinema locale. Oltre all’horror dal vivo come il film Clarita del 2019, il film d’animazione Dreamworks Forgotten Island (2026) ha portato la manananggal, doppiata da Lea Salonga nel ruolo della creatura Manang, a un pubblico globale, dimostrando la presenza duratura di questi ghosts in asian culture all’interno della cultura cinematografica regionale e mainstream.
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