The Escape of Seven
Cover Nonostante i loro eccessi, questi k-drama makjang sono rigorosamente studiati, strutturati per catturare, intensificare e premiare l'attenzione del pubblico (Foto: Netflix)
The Escape of Seven

I drama makjang resistono nel tempo poiché offrono qualcosa di sempre più raro: l'estremismo emotivo senza alcun peso morale.

Nella televisione coreana, il termine makjang non rappresenta tanto un genere, quanto un vero e proprio patto tra narratore e spettatore: la plausibilità verrà sacrificata, le emozioni saranno strumentalizzate e la moderazione verrà lasciata fuori dalla porta. La parola stessa deriva da un'espressione che significa “la fine della corda” o “l'estremo limite”, e descrive narrazioni che accumulano allegramente tradimento su tradimento. Pensate a nascite segrete, archi di resurrezione, scambi di identità e matrimoni concepiti come tattiche di vendetta.

In questo contesto, la normale logica morale crolla sotto il peso del dramma. Questi makjang sono impenitentemente lontani dalla realtà, eppure profondamente ancorati alla verità emotiva: invidia, ambizione, risentimento, amore distorto dal potere. Ciò che rende i makjang così longevi — e così perfetti per il binge-watching — è la loro capacità di spogliare il desiderio umano, riducendolo ai suoi impulsi più sgradevoli e rumorosi, per poi metterli in scena come in un'opera teatrale. Non si guarda un makjang per crederci; lo si guarda per provare ogni tipo di emozione, rapidamente, in totale sicurezza e con uno snack a portata di mano.

Di seguito, presentiamo i k-drama makjang più piacevoli da guardare senza sensi di colpa: serie che sanno esattamente cosa sono, si abbandonano al caos e ricompensano gli spettatori che si arrendono allo spettacolo.

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1. ‘The Penthouse: War in Life’ (2020–2021)

Above Ambientata all'interno di un complesso residenziale di extra lusso, la serie segue tre donne dell'élite la cui ossessione per la ricchezza e per il successo dei propri figli sfocia in omicidi, tradimenti e in una spirale di vendetta senza fine.

Ambientato quasi interamente nel vertiginoso lusso dell'Hera Palace, The Penthouse: War in Life segue tre donne — la diva dell'opera Cheon Seo-jin (Kim So-yeon), la regina del settore immobiliare Shim Soo-ryeon (Lee Ji-ah) e Oh Yoon-hee (Eugene), una sopravvissuta diventata arrivista — la cui ossessione per il successo dei figli sboccia in omicidio, ricatto e guerra totale.

La trama si intensifica in modo calcolato: le morti sono temporanee, le identità sono fluide e la moralità è una suggestione piuttosto che una regola. Ogni stagione alza la posta in gioco, finché la serie non si basa più sulla sorpresa narrativa ma sulla resistenza: fino a che punto possono spingersi questi personaggi e quanto può sopportare il pubblico? L'ambientazione in un conservatorio di musica classica aggiunge una patina ironica, incorniciando i confronti urlati come se fossero arie d'opera. Ciò che lega The Penthouse alla tradizione dei makjang è il suo assoluto rifiuto di scusarsi: è volutamente chiassoso, ripetitivo e massimalista. Si possono disprezzare tutti i personaggi, ma l'escalation progettata con precisione dalla serie rende quasi impossibile distogliere lo sguardo.

2. ‘The Last Empress’ (2018–2019)

Above In una Corea moderna alternativa in cui regna ancora la monarchia, un'attrice di musical dal cuore d'oro sposa l'imperatore e viene rapidamente inghiottita dalle cospirazioni di palazzo, tra corruzione, relazioni segrete e violente lotte per il potere.

Ambientato in una Corea moderna alternativa in cui la monarchia non è mai caduta, The Last Empress inizia come un matrimonio da favola tra l'attrice di musical Oh Sunny (Jang Na-ra) e l'imperatore Lee Hyuk (Shin Sung-rok), per poi rivelarsi una storia dell'orrore tra le mura del palazzo. Sotto le superfici dorate si celano amanti segrete, omissioni di soccorso, assassinii politici e una famiglia reale che tratta la violenza come un'ordinaria incombenza domestica. La narrazione prospera sui continui sbalzi di tono, passando senza preavviso dalla commedia alla crudeltà. L'imperatore interpretato da Shin Sung-rok non viene redento, quanto piuttosto assecondato: un sociopatico carismatico la cui volubilità diventa il motore dello show. Questo è il makjang inteso come monarchia da cartone animato, dove l'eccesso non è solo consentito, ma strutturalmente necessario. Il piacere deriva dall'osservare il decoro disintegrarsi sotto il peso di un potere incontrollato.

3. ‘The Escape of the Seven’ (2023–2024)

Above Sette adulti moralmente corrotti, collegati a una ragazza scomparsa, vengono trascinati in un gioco di sopravvivenza su un'isola, solo per scoprire di essere intrappolati in un piano di vendetta meticolosamente congegnato.

Scritto dallo stesso artefice di The Penthouse, The Escape of the Seven si concentra su sette adulti implicati nella scomparsa di una giovane ragazza, ciascuno più moralmente compromesso dell'altro. La serie li abbandona — letteralmente e figurativamente — all'interno di un vasto apparato di vendetta che coinvolge isole segrete, false morti ed elaborati tranelli psicologici. Gli sviluppi della trama arrivano a una velocità vertiginosa, spesso sfidando il pubblico a tenere il passo piuttosto che soffermarsi a dubitare della plausibilità. I personaggi ingoiano schede SIM, hanno allucinazioni di mostri e sopravvivono a ferite che porrebbero fine a show di caratura inferiore. Ciò che lo rende il makjang per eccellenza non è solo l'estremismo, ma il gusto con cui continua a superare i propri limiti. Lo show opera di puro slancio, premiando gli spettatori che si abbandonano alla sua follia anziché interrogarla.

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4. ‘The World of the Married’ (2020)

Above La vita apparentemente perfetta di una stimata dottoressa implode quando scopre la tresca del marito, scatenando un'implacabile guerra psicologica che finisce per consumare un'intera cittadina.

In apparenza, The World of the Married si presenta come un melodramma di prestigio: cinematografia curata, interpretazioni misurate e un tono sobrio. Eppure, sotto questo contenimento si cela un makjang implacabile, incentrato sul tradimento e sulla ritorsione. Segue la dottoressa Ji Sun-woo (Kim Hee-ae) nel momento in cui scopre la relazione del marito con la ben più giovane Yeo Da-kyung (Han So-hee). Il drama sfrutta la prossimità sociale, inserendo l'infedeltà in una piccola città che premia il silenzio e la complicità. La vendetta non si dispiega in gesti eclatanti, ma in una prolungata guerra psicologica. La sua forza in quanto makjang risiede in un'escalation priva di spettacolarizzazione: ogni decisione stringe il cappio anziché farlo esplodere. La serie dimostra che l'eccesso non è sempre rumoroso; a volte risulta insopportabile proprio perché lo si percepisce troppo vicino a noi.

5. ‘Durian’s Affair’ (2023)

Above Due donne dell'epoca Joseon viaggiano misteriosamente nel tempo fino al presente e si infiltrano nella dimora di un chaebol, dove gli amori passati reincarnati e i desideri proibiti sconvolgono l'ordine della famiglia moderna.

Durian’s Affair si apre con un atto di assurdità storica: due donne dell'epoca Joseon viaggiano nel tempo fino alla Corea dei giorni nostri durante un'eclissi lunare e atterrano nel bel mezzo di un incontro di famiglia di un chaebol. Mentre si abituano alla vita moderna, iniziano a riconoscere tra i membri della famiglia le reincarnazioni di amanti e nemici del passato. Scritto da Im Sung-han, la regina della televisione fuori dagli schemi, il drama procede a un ritmo tranquillo che rende i suoi colpi di scena ancora più bizzarri. Tabù legati all'incesto, destino spirituale e melodramma domestico coesistono senza alcuna spiegazione. Ciò che lo contraddistingue come makjang è il suo totale disprezzo per la coerenza dei toni — unito alla certezza che gli spettatori lo seguiranno ugualmente. Il piacere risiede proprio nel non sapere quale regola verrà infranta successivamente.

6. ‘Temptation of Wife’ (2008)

Above Dopo essere sopravvissuta a un tentato omicidio orchestrato dal marito e dalla migliore amica, una donna tradita si reinventa e fa ritorno sotto una nuova identità per distruggere sistematicamente le vite di coloro che le hanno fatto del male.

Modello originario del melodramma incentrato sulla vendetta, Temptation of Wife segue Goo Eun-jae (Jang Seo-hee), una donna tradita dal marito e dalla migliore amica, e abbandonata in mare, creduta morta. Sopravvive, fa ritorno con una nuova identità e smantella pezzo per pezzo la vita dei suoi nemici — armata principalmente di un restyling estetico e di un neo finto. La trama si regge su una cecità volontaria: nessuno la riconosce nonostante i cambiamenti minimi, un tropo che da allora è diventato leggenda nel genere. La narrazione è incessante, episodica e spudoratamente emotiva. Questo è il makjang nella sua forma più pura: linee morali semplici, sofferenza spinta al massimo e una catarsi dispensata senza alcuna ironia. Rimane una visione estremamente coinvolgente proprio perché non finge mai di essere nient'altro.

7. ‘Graceful Family’ (2019)

Above Un'ereditiera chaebol dalla lingua tagliente fa ritorno in Corea per indagare sulla morte sospetta della madre, scontrandosi con una task force aziendale segreta che esiste al solo scopo di insabbiare i crimini della famiglia.

In Graceful Family, l'ereditiera del chaebol Mo Seok-hee (Im Soo-hyang) torna in Corea per indagare sull'omicidio della madre e si scontra immediatamente con TOP, l'unità segreta di gestione delle crisi della famiglia. Lo show unisce il giallo alle lotte di potere nei consigli di amministrazione, inquadrando lo scandalo come qualcosa da curare anziché da punire. Mo Seok-hee è una rara protagonista dei makjang che rifiuta il ruolo di vittima, affrontando la corruzione con sarcasmo ed aperta ostilità. La trama si diletta nell'eccesso simbolico, dai funerali sfarzosi alle stanze di sorveglianza che trasmettono un senso di onnipotenza. Il suo fascino tipicamente makjang risiede in un capovolgimento: invece di soffrire in silenzio, l'eroina trasforma i propri privilegi in un'arma. Il caos diventa così una strategia, non una conseguenza.

8. ‘Remarriage & Desires’ (2022)

Above In un'agenzia matrimoniale d'élite dove i matrimoni funzionano come acquisizioni aziendali, due donne prigioniere del desiderio di vendetta competono per assicurarsi lo stesso marito potente e influente.

Ambientato all'interno della Rex, un'agenzia matrimoniale d'élite per l'alta società coreana, Remarriage & Desires tratta il matrimonio come una transazione finanziaria a somma zero. Due donne — l'una in cerca di giustizia per la morte del marito, l'altra determinata a scalare le vette della società attraverso le nozze — competono per avere accesso agli stessi uomini potenti. La serie si sviluppa come un thriller aziendale, completo di sistemi di classificazione, inviti in codice e serate di gala in maschera. Ciò che la rende un perfetto makjang non è il volume delle vicende, ma la loro compressione: il tradimento e la vendetta sono distillati in otto episodi filanti. La posta in gioco emotiva è acuita dagli artifici sociali piuttosto che da un pericolo fisico. È una veste prestigiosa per i più classici istinti dei makjang.

9. ‘Marry My Husband’ (2024)

Above Uccisa dal marito traditore e dalla sua migliore amica, una donna si risveglia dieci anni nel passato e orchestra freddamente un futuro in cui i suoi traditori erediteranno la miseria a lei destinata.

In Marry My Husband, la malata terminale Kang Ji-won (Park Min-young) scopre che il marito e la sua migliore amica hanno una tresca. Viene poi uccisa da loro, solo per risvegliarsi dieci anni nel passato. Armata di una consapevolezza anticipata, orchestra una meticolosa vendetta, manipolando le circostanze in modo che i suoi traditori ereditino il destino originariamente previsto per lei. Il drama ripercorre i vari tropi con precisione: politiche d'ufficio, trasformazioni estetiche, benefattori segreti e capovolgimenti karmici si presentano puntualmente all'appello. La soddisfazione puramente makjang deriva non tanto dal caos, quanto dal controllo totale della situazione; ogni risultato è pianificato. Guardare la serie non trasmette la sensazione di una spirale fuori controllo, bensì il piacere di veder cadere i tasselli di un domino, esattamente come previsto.

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Sasha Mariposa
Collaboratore, Tatler Asia
Tatler Asia

Sasha Lim-Uy Mariposa è una giornalista specializzata in lifestyle, nota soprattutto per i suoi articoli sul cibo. Vive a Manila e si occupa anche di intrattenimento e ristorazione, oltre a una vasta gamma di altri argomenti. È stata redattrice digitale presso Esquire Philippines e responsabile editoriale digitale presso Spot.ph, e attualmente scrive per le diverse edizioni asiatiche di Tatler come autrice collaboratrice per T-Labs.