Discover the eerie allure of folk horror with these ten essential reads for beginners, featuring isolated settings, ancient rituals, and outsiders in over their heads (Photo: Intricate Explorer/Unsplash)
Cover Scoprite l’inquietante fascino del folk horror con queste dieci letture essenziali, perfette per chiunque voglia immergersi in ambientazioni isolate e rituali ancestrali (Foto: Intricate Explorer/Unsplash)
Discover the eerie allure of folk horror with these ten essential reads for beginners, featuring isolated settings, ancient rituals, and outsiders in over their heads (Photo: Intricate Explorer/Unsplash)

Neofiti del “folk horror”? Questi dieci libri esplorano villaggi isolati, antichi rituali e forestieri che si spingono troppo oltre.

Il “folk horror” trae il suo senso di inquietudine dalla terra, dai rituali e dalla comunità, piuttosto che dai fantasmi in senso tradizionale. Le sue storie tendono a svilupparsi in villaggi isolati, coste remote o fitte foreste, dove le antiche consuetudini non sono mai del tutto scomparse e gli estranei scoprono, troppo tardi, di essersi addentrati in luoghi proibiti. Se siete curiosi riguardo al “folk horror” ma non sapete da dove iniziare, i dieci libri seguenti coprono una vasta gamma di ambientazioni ed epoche, dal New England puritano alla moderna contea del Dorset, rimanendo accessibili a chi si approccia al genere per la prima volta. Ognuno di essi mostra una sfumatura diversa del “folk horror”, rendendo questo elenco un percorso ideale per comprendere l’essenza profonda di questo genere letterario.

Che cos’è il “folk horror”?

Il “folk horror” è un sottogenere costruito attorno allo scontro tra forestieri moderni e comunità governate da tradizioni pagane, precristiane o rurali. Gli elementi comuni includono ambientazioni isolate, rituali stagionali o legati al raccolto, un paesaggio che appare ostile e una lenta rivelazione che le usanze della comunità non sono pittoresche, bensì pericolose. Il termine è associato soprattutto alla narrativa britannica e americana, sebbene le sue radici si estendano ben oltre questi confini.

I 10 libri in sintesi

  • “The Loney” di Andrew Michael Hurley
  • “Dio di illusioni” (The Secret History) di Donna Tartt
  • “The Midnight Feast” di Lucy Foley
  • “Harvest Home” di Thomas Tryon
  • “La lotteria” (The Lottery) di Shirley Jackson
  • “Il rituale” (The Ritual) di Adam Nevill
  • “The Twisted Ones” di T. Kingfisher
  • “In the House in the Dark of the Woods” di Laird Hunt
  • “Canto di Kali” (Song of Kali) di Dan Simmons
  • “Slewfoot” di Gerald Brom

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“The Loney” di Andrew Michael Hurley

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‘The Loney’ by Andrew Michael Hurley (Photo: John Murray)
Above “The Loney” di Andrew Michael Hurley, un’opera iconica di “folk horror” (Foto: John Murray)
‘The Loney’ by Andrew Michael Hurley (Photo: John Murray)

Ambientato su un tratto della costa del Lancashire noto localmente come Loney, questo romanzo segue un narratore senza nome e il fratello maggiore muto, Hanny, condotti in un pellegrinaggio pasquale dalla madre devota, dal padre e da un nuovo parroco. La famiglia cerca una guarigione per Hanny in un santuario vicino alla fattoria affittata, ma il paesaggio costiero — tidale, nebbioso e costellato di segni nascosti di credenze arcaiche — oppone resistenza alla loro certezza cattolica. Gli abitanti della fattoria vicina sembrano osservare riti che precedono la Chiesa stessa, e il soggiorno si conclude con un evento mai del tutto spiegato.

È un eccellente punto di partenza per chi scopre il “folk horror”, poiché Hurley costruisce il terrore attraverso l’atmosfera e la suggestione invece che con lo shock. Accade poco in senso convenzionale, eppure il senso di inquietudine si accumula costantemente, caratteristica distintiva del miglior “folk horror” letterario.

“Dio di illusioni” (The Secret History) di Donna Tartt

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‘The Secret History’ by Donna Tartt (Photo: Penguin Books)
Above L’enigmatico “Dio di illusioni” di Donna Tartt (Foto: Penguin Books)
‘The Secret History’ by Donna Tartt (Photo: Penguin Books)

Un gruppo di studenti di lettere classiche in un prestigioso college del Vermont, guidati dall’affascinante professor Julian Morrow, si immerge così profondamente nel pensiero greco antico da tentare di ricreare un baccanale dionisiaco nei boschi fuori dal campus. Il rituale finisce tragicamente, portando a una morte che il gruppo tenta di occultare. Quando l’amico Bunny diventa sospettoso, gli studenti decidono di metterlo a tacere, innescando un processo di disfacimento morale.

Sebbene solitamente classificato come “dark academia” piuttosto che puro “folk horror”, il romanzo si guadagna un posto in questa lista grazie al rituale pagano centrale. Per un lettore che si avvicina al “folk horror”, funziona come un ponte: un thriller psicologico con un autentico episodio di terrore folkloristico sepolto al suo interno.

“The Midnight Feast” di Lucy Foley

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‘The Midnight Feast’ by Lucy Foley (Photo: HarperCollins)
Above Il mistero avvolgente di “The Midnight Feast” (Foto: HarperCollins)
‘The Midnight Feast’ by Lucy Foley (Photo: HarperCollins)

Il romanzo di Foley si concentra sul fine settimana di apertura di The Manor, un lussuoso resort benessere sulla costa del Dorset adiacente a un’antica foresta. La proprietaria Francesca Meadows ha pianificato ogni dettaglio, ma l’evento è oscurato da una superstizione locale su un gruppo chiamato Birds, che si dice imponga la propria giustizia a chiunque disturbi la terra. La narrazione si sposta tra i vari personaggi, conducendo a un incendio e a una morte che portano alla luce quindici anni di segreti sepolti.

Si tratta di uno degli ingressi più contemporanei e commerciali, che utilizza magistralmente gli elementi tipici del “folk horror”: comunità rurale insulare, risentimento verso il denaro esterno e folklore che si rivela pericolosamente reale. Una scelta confortevole per chi preferisce un ritmo serrato e una risoluzione chiara rispetto all’ambiguità del “folk horror” classico.

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“Harvest Home” di Thomas Tryon

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‘Harvest Home’ by Thomas Tryon (Photo: Open Road)
Above Il classico intramontabile “Harvest Home” (Foto: Open Road)
‘Harvest Home’ by Thomas Tryon (Photo: Open Road)

Ned e Beth Constantine si trasferiscono a Cornwall Coombe, un villaggio agricolo del Connecticut che sembra aver preservato uno stile di vita autosufficiente. Ned, un artista, rimane affascinato dalle tradizioni agricole della città e viene gradualmente ammesso ai rituali intimi, incentrati su una Dea del Mais e una cerimonia annuale del raccolto. Con l’avvicendarsi delle stagioni, scopre che la prosperità del villaggio dipende da consuetudini che gli abitanti proteggeranno a ogni costo.

Pubblicato nel 1973, è uno dei testi americani fondamentali del “folk horror”. È una lettura dal ritmo deliberato, perfetta per chi vuole scoprire dove siano nate molte delle convenzioni moderne di questo genere.

“La lotteria” (The Lottery) di Shirley Jackson

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‘The Lottery’ by Shirley Jackson (Photo: Penguin Classics)
Above L’inquietante capolavoro di Shirley Jackson (Foto: Penguin Classics)
‘The Lottery’ by Shirley Jackson (Photo: Penguin Classics)

Il racconto di Jackson si svolge in una singola mattina estiva in una piccola città, dove i residenti si riuniscono per la loro lotteria annuale. Il rituale è descritto con dettagli burocratici e banali. Solo nelle pagine finali lo scopo della lotteria diventa chiaro, quando la “vincitrice”, Tessie Hutchinson, estrae il biglietto segnato e la folla, inclusa la sua stessa famiglia, si rivolta contro di lei.

Con poche migliaia di parole, è l’ingresso più breve ed efficiente della lista, un punto di partenza sensato per comprendere il meccanismo fondamentale del “folk horror” senza impegnarsi in un romanzo completo. Jackson dimostra come un atto di violenza possa apparire inevitabile una volta che una comunità decide di chiamarlo tradizione.

“Il rituale” (The Ritual) di Adam Nevill

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‘The Ritual’ by Adam Nevill (Photo: Pan)
Above L’atmosfera terrificante di “Il rituale” (Foto: Pan)
‘The Ritual’ by Adam Nevill (Photo: Pan)

Quattro amici universitari intraprendono un’escursione attraverso una foresta svedese. Quando uno di loro rimane ferito, il gruppo prende una scorciatoia attraverso boschi incontaminati, trovando resti animali sventrati ed effigi di legno. Mentre spingono sempre più a fondo, vengono perseguitati da qualcosa di immensamente più antico della foresta stessa, finendo nel mirino di un culto che adora una creatura ancestrale.

Il romanzo di Nevill si divide tra una tesa storia di sopravvivenza e l’incontro con il culto, poggiando su rituali pagani norreni e sacrifici di sangue. È uno dei libri più spaventosi di questa lista, utile per chi desidera le tematiche tipiche del “folk horror” con un ritmo più serrato.

“The Twisted Ones” di T. Kingfisher

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‘The Twisted Ones’ by T. Kingfisher (Photo: Titan Books)
Above Il mondo sinistro di “The Twisted Ones” (Foto: Titan Books)
‘The Twisted Ones’ by T. Kingfisher (Photo: Titan Books)

Melissa, detta Mouse, viaggia nella Carolina del Nord rurale per svuotare la casa della nonna defunta, scoprendo un diario pieno di voci inquietanti su qualcosa nei boschi circostanti. Insieme al suo cane Bongo, incontra i “twisted ones”: effigi di legno e ossa legate a cerchi di pietre antiche. Kingfisher firma un’opera che è un omaggio diretto alla narrativa del soprannaturale, ideale per chi cerca un punto d’ingresso moderno e centrato sui personaggi nel “folk horror”.

“In the House in the Dark of the Woods” di Laird Hunt

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‘In the House in the Dark of the Woods’ by Laird Hunt (Photo: One)
Above Il fiabesco e oscuro romanzo di Laird Hunt (Foto: One)
‘In the House in the Dark of the Woods’ by Laird Hunt (Photo: One)

Ambientato nel New England coloniale, il romanzo segue Goody, una moglie puritana che si perde nella foresta. Incontra un’altra donna e il viaggio che ne consegue dissolve il confine tra il mondo reale e quello oscuro in cui è entrata. Hunt scrive con un registro lirico che richiama la struttura delle fiabe antiche, perfetto per i lettori che amano l’ambiguità e vogliono vedere quanto il “folk horror” possa spingersi oltre la narrazione convenzionale.

“Canto di Kali” (Song of Kali) di Dan Simmons

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‘Song of Kali’ by Dan Simmons (Photo: Gollancz)
Above Il cupo scenario di “Canto di Kali” (Foto: Gollancz)
‘Song of Kali’ by Dan Simmons (Photo: Gollancz)

Lo scrittore Robert Luczak si reca a Calcutta per recuperare un manoscritto da un poeta creduto morto. Quello che doveva essere un viaggio di routine si trasforma in un incontro con un culto devoto alla dea Kali. La città stessa, resa come decadente e opprimente, diventa fonte di terrore quanto il culto. Il libro dimostra che l’idea centrale del “folk horror” — un forestiero che si scontra con la vita rituale di una comunità — non è confinata a un singolo paesaggio.

“Slewfoot” di Gerald Brom

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‘Slewfoot’ by Gerald Brom (Photo: Tor Nightfire)
Above L’arte oscura di “Slewfoot” (Foto: Tor Nightfire)
‘Slewfoot’ by Gerald Brom (Photo: Tor Nightfire)

Nel 1666, nel Connecticut, la vedova Abitha Williams deve gestire la fattoria del defunto marito, minacciata da un cognato intrigante e da una comunità puritana sospettosa di stregoneria. Contemporaneamente, un antico spirito della foresta si risveglia, spinto dai “wildfolk” a compiere il suo violento destino. Abitha e lo spirito formano un’alleanza che trascina il villaggio verso una resa dei conti. Brom illustra personalmente i suoi romanzi, aggiungendo una dimensione visiva unica a questa storia che si inclina verso il fantasy.

Domande frequenti sul “folk horror”

Che cos’è il “folk horror”? È un sottogenere che si concentra su comunità isolate, paesaggi rurali e rituali pagani o inventati, visti attraverso gli occhi di un estraneo.

Qual è il miglior libro di “folk horror” per principianti? “La lotteria” di Shirley Jackson è l’introduzione più breve, mentre “The Loney” di Andrew Michael Hurley è il passo successivo ideale.

“Dio di illusioni” è considerato “folk horror”? Non tipicamente, è classificato come “dark academia”, ma la sua scena centrale del baccanale attinge direttamente ai temi rituali che definiscono il “folk horror”.

Tutti i libri di “folk horror” sono ambientati in Gran Bretagna? No. Opere come “Canto di Kali” dimostrano che il genere funziona in una vasta gamma di contesti internazionali.

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Chonx Tibajia è senior editor presso il team T-Labs di Tatler Asia, dove scrive ampiamente su argomenti di lifestyle, tra cui bellezza, moda, intrattenimento e viaggi. Ha una lunga carriera nel giornalismo, avendo lavorato come editorialista per The Philippine Star , ed è la fondatrice della piattaforma creativa Pineappleversed. Oltre a Tatler, i suoi articoli appaiono su pubblicazioni regionali di lifestyle e business, a dimostrazione di un ampio portfolio che spazia dalle tendenze beauty alle guide di viaggio e agli articoli culturali.