From Ryusuke Hamaguchi’s intimate medical drama to Na Hong-jin’s alien thriller, these Asian contenders bring some of the most closely watched stories to Cannes this year (Photo: Hope/IMDb)
Cover Dall'intimo dramma medico di Ryusuke Hamaguchi al thriller alieno di Na Hong-jin, questi candidati asiatici portano a Cannes alcune delle storie più attese dell'anno (Foto: Hope/IMDb)
From Ryusuke Hamaguchi’s intimate medical drama to Na Hong-jin’s alien thriller, these Asian contenders bring some of the most closely watched stories to Cannes this year (Photo: Hope/IMDb)

Dagli incontri alieni nei pressi della zona demilitarizzata ai bambini umanoidi, fino ai ricongiungimenti carichi di emotività, le pellicole asiatiche in concorso approdano a Cannes con ambizioni e tematiche di straordinaria varietà

La selezione ufficiale in concorso al Festival di Cannes 2026 propende quest'anno verso celebri maestri del cinema d'autore, in particolare provenienti dall'Asia Orientale. I cineasti giapponesi e sudcoreani approdano sulla Croisette con progetti che spaziano dal lutto alla narrativa speculativa, fino alla tensione psicologica e alle dinamiche familiari frammentate. Alcuni sono volti noti, presenze abituali del festival, mentre altri fanno il loro ingresso nella competizione principale per la prima volta. Nel loro insieme, queste pellicole riflettono un profondo cambiamento nella programmazione di Cannes, che si allontana dalle anteprime guidate dai grandi studi cinematografici per privilegiare registi dal forte richiamo critico internazionale.

Tra i titoli più attesi spiccano All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi, Hope di Na Hong-jin, Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda e Nagi Notes di Koji Fukada. I progetti variano nettamente per tono e portata, dall'intimo dramma rurale al thriller extraterrestre, eppure condividono un interesse ricorrente per individui alle prese con l'instabilità emotiva e le perdite irrisolte. Molti di questi film stanno inoltre attirando l'attenzione per la presenza di cast internazionali e per collaborazioni produttive transfrontaliere. Ciò testimonia come gli autori asiatici operino sempre più all'interno di sistemi di finanziamento e distribuzione globali, pur mantenendo ambientazioni locali estremamente specifiche.

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“All of a Sudden” (Giappone) — Diretto da Ryusuke Hamaguchi

Above La più recente pellicola di Ryusuke Hamaguchi presentata a Cannes esplora l'insolita amicizia tra la direttrice di una casa di cura francese e un drammaturgo giapponese malato terminale

Dopo il trionfo internazionale di Drive My Car, Hamaguchi torna a Cannes con un dramma più intimo, incentrato su tematiche mediche ed emotive. All of a Sudden è ambientato prevalentemente tra Parigi e il Giappone e segue le vicende di Marie-Lou Fontaine, interpretata da Virginie Efira, direttrice di una casa di cura nella periferia parigina. La donna si impegna ad applicare l'Humanitude, una reale filosofia di assistenza incentrata sulla dignità e sulla connessione emotiva per i pazienti anziani.

Il film compie una svolta quando Marie-Lou incontra Mari Morisaki, un drammaturgo giapponese malato terminale interpretato da Tao Okamoto. La loro relazione diventa il fulcro emotivo della storia, con una narrazione che si struttura attorno a conversazioni sulla malattia, la dipendenza e la mortalità. La sceneggiatura è liberamente ispirata a scambi epistolari pubblicati tra un filosofo affetto da cancro terminale e un antropologo medico.

Il progetto è degno di nota anche in quanto primo lungometraggio in lingua francese di Hamaguchi. Piuttosto che cedere al melodramma, la premessa suggerisce un ulteriore studio osservazionale sui personaggi, costruito su dialoghi, pause e ambiguità emotiva, territorio a cui il regista ci ha ampiamente abituati. All of a Sudden sarà presentato in anteprima in concorso al Festival di Cannes il 15 maggio 2026.

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“Hope” (Corea del Sud) — Thriller diretto da Na Hong-jin

Above Na Hong-jin fa il suo ritorno con un teso thriller fantascientifico ambientato nei pressi della zona demilitarizzata coreana, dove la scomparsa di un predatore conduce a scenari ben più inquietanti

Il primo lungometraggio di Na Hong-jin dopo Goksung - La presenza del diavolo (The Wailing) si presenta con il cast internazionale più ampio tra i titoli asiatici in concorso. Hope inizia a Hope Harbor, un remoto villaggio vicino alla zona demilitarizzata coreana, dove giungono segnalazioni di una tigre che si aggira nei pressi dell'insediamento. Il capo della polizia locale, Bum-seok, interpretato da Hwang Jung-min, indaga su quella che inizialmente appare come un'emergenza isolata.

La situazione precipita in qualcosa di ben più insolito e minaccioso quando gli abitanti del villaggio iniziano a confrontarsi con quella che molteplici sinossi descrivono come una presenza extraterrestre. Zo In-sung interpreta Sung-ki, un residente locale coinvolto nel tracciamento della creatura, mentre Jung Ho-yeon veste i panni della giovane poliziotta Sung-ae. Michael Fassbender, Alicia Vikander e Taylor Russell sono stati scelti per interpretare misteriose figure non umane create attraverso la tecnologia di motion-capture e facial-capture.

I film di Na hanno storicamente mescolato la narrazione procedurale con la paranoia religiosa, l'orrore e il collasso sociale, e Hope sembra proseguire questa traiettoria su scala ancora più vasta. L'ambientazione intorno alla zona demilitarizzata conferisce alla pellicola un'immediata atmosfera di sorveglianza e isolamento, prima ancora che emergano appieno gli elementi fantascientifici. Il Festival di Cannes 2026 segna la prima partecipazione sudcoreana in concorso da Decision to Leave nel 2022.

“Sheep in the Box” (Giappone) — Diretto da Hirokazu Kore-eda

Above Hirokazu Kore-eda esplora il lutto, la famiglia e la vita artificiale attraverso la storia di una coppia che cresce un bambino robot umanoide in seguito a una perdita personale

Kore-eda si avventura nel territorio della fantascienza con Sheep in the Box, sebbene la premessa rimanga incentrata sulle strutture familiari e sul lutto, tematiche che hanno definito gran parte della sua opera. La storia segue Otone e Kensuke Komoto, interpretati da Haruka Ayase e Daigo Yamamoto, una coppia in lutto per la scomparsa del figlio. Alla fine, decidono di accogliere nella loro casa un bambino robot umanoide di nome Kakeru.

Il bambino robot è interpretato dall'esordiente Rimu Kuwaki. Attorno alla famiglia centrale ruota una più ampia rete di personaggi che affrontano simili sostituzioni tecnologiche e compromessi emotivi, inclusi altri genitori che hanno parimenti accettato robot umanoidi nelle proprie abitazioni.

Sebbene la premessa suggerisca una narrativa speculativa, il materiale appare radicato nella routine domestica piuttosto che nello spettacolo fine a se stesso. Kore-eda ha spesso esplorato come le famiglie si formino attraverso le circostanze piuttosto che per biologia, e Sheep in the Box estende questo interrogativo alla vita artificiale. La selezione della pellicola per il Festival di Cannes 2026 prosegue il lungo e fruttuoso sodalizio del regista con la rassegna, dopo titoli del calibro di Un affare di famiglia (Shoplifters), vincitore della Palma d'Oro nel 2018.

“Nagi Notes” (Giappone) — Diretto da Koji Fukada

Above Il debutto in concorso di Koji Fukada si concentra su due donne che affrontano un passato irrisolto durante un incontro tranquillo ma emotivamente intenso nel Giappone rurale

Koji Fukada entra per la prima volta in concorso a Cannes con Nagi Notes, un dramma rurale costruito attorno a un passato personale irrisolto e a un confronto emotivo. Il film è incentrato su Yoriko Endo, una scultrice che vive nella cittadina di Nagi, interpretata da Takako Matsu. Riceve la visita di Yuri Sakashita, interpretata da Shizuka Ishibashi, un'architetta da poco separatasi dal partner, che torna nella zona in cerca di distanza da Tokyo.

Le due donne sono legate da un'antica parentela e da una tensione emotiva in sospeso legata a una passata storia d'amore di Yoriko. Con il protrarsi della visita, l'atmosfera pare trasformarsi da un semplice ricongiungimento a un vero e proprio confronto, in cui entrambi i personaggi sono costretti a esaminare il lutto, l'identità e le proprie vite in stallo.

Nel cast figura anche Kenichi Matsuyama nel ruolo di Yoshihiro Iguchi, affiancato da Kawaguchi Waku e Kiyora Fujiwara. Il film è una coproduzione internazionale che coinvolge Giappone, Francia, Singapore e le Filippine.

Rispetto alle più ampie dinamiche di genere di Hope o alla premessa speculativa di Sheep in the Box, Nagi Notes appare di portata più contenuta, ma si inserisce perfettamente nel costante interesse di Fukada per individui che celano fratture emotive private sotto superfici sociali attentamente controllate. L'edizione 2026 di Cannes offre al regista la sua vetrina festivaliera più prestigiosa di sempre.

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