Quattro drammaturghi al debutto stanno sfidando e affascinando il pubblico, mentre il 21° Virgin Labfest (VLF) spoglia la scena da ogni finzione sotto il suo coraggioso tema, “Hubo’t Hubad”, portando il VLF a nuove vette.
Il processo di traduzione dell’intricato linguaggio dell’anima umana in teatro è un compito estenuante, che spesso richiede dedizione assoluta, impegno e sacrificio da parte dei creativi desiderosi di realizzare le proprie visioni. Sin dalla sua nascita nel 2005, il Virgin Labfest (VLF) si è affermato come il festival pionieristico del paese per opere teatrali in un atto inedite e non testate, trasformando queste ambiziose aspirazioni in realtà. Grazie al VLF, molti autori hanno trovato la loro strada.
Con il tema “Hubo’t Hubad” per la sua 21ª edizione, il festival si trasforma in un santuario per narrazioni che svelano l’innata fame dell’umanità di essere desiderata, vista e celebrata. Quest’anno, il palcoscenico principale del VLF accoglie una nuova coorte di drammaturghi al debutto, ovvero “vergini”. Oggi metteremo in luce Elijah Felice Rosales, Alab Usman, Ron Evangelista e Gab Mactal, pronti a presentare le verità crude della condizione umana durante questo VLF.
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Above Consultate qui il programma ufficiale del VLF XXI
Per questi debuttanti, dare vita ai propri copioni ha significato affrontare intensi ostacoli emotivi e creativi all’interno del VLF.
Gab Mactal, studentessa di Arti Teatrali il cui viaggio nella scrittura è iniziato in seconda media, ha ammesso che il suo primo amore è scrivere per il palcoscenico. Durante la stesura del suo dramma, Lualhati, ha incontrato un blocco creativo quando non riusciva a immaginare la conclusione. In un momento di sconforto, ha visitato la cappella di St. Aloysius Gonzaga presso l’Ateneo de Manila University, dove una ragazza sconosciuta l’ha abbracciata inaspettatamente, spingendo Mactal ad arrendersi all’incertezza del suo processo. Mactal ha scritto la sceneggiatura durante la pandemia, senza immaginare che avrebbe trovato casa sul palco del VLF.

Above Il drammaturgo emergente Alab Usman presenta la sua opera
L’insegnante di filosofia e media Ron Evangelista ha vissuto una difficoltà simile durante la stesura di She’s Electric. Avendo sentito una mancanza di catarsi nella scrittura accademica, Evangelista si è rivolto alla narrativa e al teatro, scoprendo un profondo senso di libertà nella scrittura di sceneggiature per il VLF.
Nel frattempo, l’artista freelance Alab Usman ha ricordato con un sorriso di aver completato ben 12 bozze per la sua opera, Haram. Ispirandosi alla sua tesi universitaria, Haram è nata senza una formazione formale, costringendolo a iniziare con schizzi dei personaggi basati sulle lotte reali incontrate online.
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Above La talentuosa drammaturga Gab Mactal durante il VLF
Il giornalista Elijah Felice Rosales, attivo nei media per quasi un decennio, ha trovato la transizione alla scrittura teatrale per Human Rights Story of the Year un’esperienza isolante. Ha lamentato che, nonostante il teatro sia un mezzo collaborativo, il processo di scrittura rimane un atto solitario che richiede di trovare artisti che condividano la stessa visione per il VLF.
Ognuna delle quattro opere esplora sfaccettature complesse dell’identità e della morale. Human Rights Story of the Year di Rosales cattura i dilemmi etici dei media. La trama segue una reporter che sta per ricevere un premio internazionale, quando una ex collega dichiara che non merita tale riconoscimento. Rosales nota che l’opera esamina come bene e male si scontrino, chiedendosi se il broadcasting delle storie dei marginalizzati porti beneficio o serva solo ai media presenti al VLF.

Above Il giornalista e drammaturgo Elijah Felice Rosales
In She’s Electric, Evangelista intreccia una circostanza assurda nata da un episodio depressivo personale. L’opera segue un ex donnaiolo che incontra l’amore della sua vita, ma una scoperta inaspettata dei suoi amici avvia una discussione sulla natura filosofica delle relazioni durante il VLF. Evangelista ha spiegato che la narrazione riflette le sue paure di trovare qualcuno che accetti le sue eccentricità, sottolineando che tutti desiderano essere compresi.
Lualhati di Mactal invita le generazioni queer più anziane a riconciliarsi con il proprio passato. Ambientato durante l’ultima notte di una veglia funebre, una ex suora divenuta docente di filosofia incontra una figura del suo passato, facendo riaffiorare ricordi di fede e amore. Mactal dedica il suo lavoro a chi sente di dover incasellare la propria identità, evidenziando il senso di colpa religioso legato alla percezione della non conformità.

Above Il drammaturgo e insegnante Ron Evangelista
Haram di Usman enfatizza la gentilezza come nucleo fondamentale di ogni religione all’interno del VLF. L’opera segue tre musulmani queer in lotta per conciliare fede e amore tra confini e barriere. Usman, cresciuto a Zamboanga City, ha riconosciuto la disparità riguardo l’accettazione tra la città e la sua terra natale, affermando che mentre il coming out è un’esperienza condivisa, molti amici in provincia rimangono ancora oggi nell’ombra.
Calcare il palcoscenico del VLF segna un traguardo monumentale per ogni scrittore. Usman è stato drammaturgo per Si Hesus Na’a Sa US durante il VLF 2024 e ora condivide il palco del festival come autore. Egli valorizza la piattaforma come mezzo essenziale per mostrare la cultura islamica, offrendo spazio a voci raramente rappresentate nel VLF.
Rosales, fedele spettatore del VLF dal 2013 e diplomato al Writing Fellowship Programme del 2023, ha espresso gioia nell’essere parte della programmazione principale. Ha riconosciuto la disciplina rigorosa del VLF e la critica costruttiva come fattori vitali per affinare il suo lavoro.
Essendo un profano del teatro, Evangelista è stato commosso dalla passione collettiva necessaria per una produzione. Si è emozionato durante la prima prova completa di She’s Electric, comprendendo il suo amore per quest’arte. Mactal ha fatto eco a questo sentimento, descrivendo il VLF come un’esperienza che spoglia l’opera e costringe gli scrittori a essere completamente nudi davanti ai propri schermi.
Il festival continua presso il Tanghalang Ignacio Gimenez fino al 28 giugno.
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