Il Repertory Philippines ripropone “Man of La Mancha”, dimostrando che la ricerca dell’ideale e il potere della letteratura rimangono quanto mai attuali nel nostro mondo contemporaneo
La proposta musicale del 2026 del Repertory Philippines (REP) invita il pubblico a sognare ancora con “Man of La Mancha”, il classico immortale firmato da Dale Wasserman, Mitch Leigh e Joe Darion. La produzione segue le straordinarie imprese del grande eroe letterario, Don Chisciotte della Mancia.
La narrazione è incentrata sull’autore stesso, Miguel de Cervantes, gettato nelle carceri dell’Inquisizione spagnola e costretto a difendersi davanti ai compagni di prigionia, incaricati di decidere la sua sorte. Per farlo, Cervantes assume il ruolo di Alonso Chisciano, un anziano gentiluomo studioso che tesse racconti incantevoli su cavalieri erranti e gloriose conquiste, vestendo i panni di Don Chisciotte. Nonostante affronti scherno e violenza, Chisciotte persiste nella sua missione di combattere l’ingiustizia, amare con purezza e non arrendersi mai alla disperazione. La sua fede incrollabile trasforma chi gli sta accanto, aiutandoli a riscoprire la propria dignità, il proprio potere e il proprio valore. Il “Man of La Mancha” si conferma un pilastro del teatro.
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Above L’iconico “Man of La Mancha” ci ricorda di coltivare la speranza attraverso il brano principale, “The Impossible Dream” (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
Questa fede incrollabile trasforma i personaggi circostanti, aiutandoli a comprendere la propria dignità. L’amato musical “Man of La Mancha” presenta classici intramontabili come “The Impossible Dream”, “Dulcinea” e “I’m Only Thinking of Him”.
Questa produzione rappresenta il secondo titolo dell’ottantanovesima stagione del REP. La presidente del REP, Mindy Perez-Rubio, ha espresso il suo entusiasmo dichiarando: “‘Man of La Mancha’ è da sempre uno dei miei musical preferiti e ho sognato a lungo di vederlo prodotto dal REP”. Ha inoltre aggiunto: “Sono entusiasta che questo sogno sia finalmente diventato realtà come secondo titolo della nostra 89a stagione”.

Above Alfredo Reyes si unisce al cast di “Man of La Mancha” nel ruolo del Duca e di Carrasco (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
Questa messa in scena enfatizza fortemente il potere della letteratura. Non solo il musical si basa sul romanzo del XVII secolo “Don Chisciotte”, ma la letteratura stessa possiede un’ineguagliabile capacità di accendere la speranza tra i personaggi. Cervantes utilizza il “Man of La Mancha” come scudo contro la cupa realtà dell’imprigionamento. Condividendo i suoi testi, egli ispira le menti ciniche a credere in un mondo più empatico.
Il tema classico del “Man of La Mancha” risuona potentemente con le esigenze odierne. Quando debuttò a Broadway nel 1965, l’opera rifletteva un’epoca turbolenta. A distanza di sessant’anni, il nostro panorama contemporaneo è ancora segnato da oppressione e pregiudizi. Nel 2026, il testo funge da specchio delle nostre ansie sociali, trasformando le aspirazioni passive in un grido di battaglia per la giustizia. Come osserva il regista Nelsito Gomez, questa storia parlerà sempre al presente a chiunque sia determinato a scoprirne il nucleo.
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Above La produzione di “Man of La Mancha” continua a ispirare il pubblico moderno con la sua profonda carica emotiva (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
Il direttore artistico del REP, Jeremy Domingo, ha sottolineato come, dopo oltre sessant’anni, lo spettacolo del “Man of La Mancha” continui a celebrare l’idealismo. “Sebbene il XX secolo sia passato, ci scontriamo ancora con un mondo afflitto da oppressione e abusi di potere”, ha spiegato Domingo. “Vi invitiamo a seguire il viaggio del nostro eroe Alonso Chisciano in questa pièce che rimane urgente nel 2026 quanto sei decenni fa”, ha aggiunto.
Domingo ha espresso entusiasmo per l’attuale team creativo. “Accogliamo con calore il nostro regista ospite Nelsito Gomez e un cast stellare che include Nonie Buencamino, Katrine Sunga e Marvin Ong”, ha affermato. Ha concluso gioiosamente: “È tempo di sognare ancora”.

Above Il vincitore del Gawad Buhay, Marvin Ong, interpreta Sancho Panza, il fedele scudiero di Don Chisciotte (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
La propensione di Gomez per il riadattamento dei classici è evidente nella struttura del “Man of La Mancha”. La scenografia di Julio Garcia è minimalista e immacolata, ma le prospettive geometriche aggiungono profondità visiva. Inizialmente celata da uno schermo che richiama una cella, la scenografia si trasforma dinamicamente per il racconto di Don Chisciotte, svelando colori e texture d’epoca. Questa scelta scenica si rivela estremamente efficace nel segnalare i fluidi spostamenti temporali del musical.
Lo spettacolo “Man of La Mancha” è sostenuto da una straordinaria alchimia tra i protagonisti. Nonie Buencamino offre un’interpretazione profonda e commovente nel ruolo di Don Chisciotte. Al suo fianco, Marvin Ong è altrettanto eccellente nel ruolo di Sancho Panza, con una precisione recitativa degna di nota.

Above L’affermata cantante classica e attrice Katrine Sunga interpreta la musa di Don Chisciotte, Dulcinea, in “Man of La Mancha” (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
Altrettanto toccanti sono le performance di supporto, in particolare Katrine Sunga nel ruolo di Aldonza e Alfredo Reyes in quello di Carrasco e del Duca. Entrambi incarnano perfettamente i conflitti della vita reale. Sunga cattura il cinismo difensivo di Aldonza, mentre Reyes fornisce il razionalismo freddo e tagliente di Carrasco. Poiché tali atteggiamenti rispecchiano lo scetticismo del mondo reale, la loro trasformazione attraverso l’idealismo del “Man of La Mancha” risulta estremamente toccante.
Il momento più potente dello spettacolo è riservato al finale. In una scelta teatrale d’impatto, Don Chisciotte e Sancho Panza infrangono la quarta parete, camminando direttamente in mezzo al pubblico, quasi come se i personaggi letterari avessero preso vita nel mondo reale.

Above Un appuntamento imperdibile per il pubblico del REP, “Man of La Mancha” osa sfidare lo spettatore a credere nella speranza (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
In questo modo, la produzione “Man of La Mancha” unisce il racconto finzionale, l’evento storico di Cervantes e lo spazio vivo del teatro. Il messaggio unificante dell’opera risuona oltre ogni confine, spingendo gli spettatori a confrontarsi con le proprie realtà. Il revival del 2026 non promette soluzioni semplici, ma ribadisce la necessità di immaginazione e perseveranza nelle avversità.
Si tratta di un promemoria urgente che ci ricorda, quando il mondo diventa troppo cinico, che talvolta bisogna combattere contro i propri mulini a vento. Il cast corale è supportato da artisti di talento, tra cui Mikkie Bradshaw-Volante, Reyes, Tarek El Tayech e altri, che arricchiscono questa magnifica opera.

Above Tarek El Tayech (primo da sinistra) interpreta i personaggi del Governatore e del Locandiere in “Man of La Mancha” (Foto: Krizhal Daryl Ordas di Indio Creatives)
Dietro le quinte, un team creativo formidabile ha dato vita al mondo del “Man of La Mancha”. Il direttore musicale Farley Asuncion e il vocal coach Arman Ferrer guidano l’esperienza sonora. Gli elementi visivi sono curati dallo scenografo Julio Garcia, dal costumista Hershee Tantiado e dal lighting designer D Cortezano.
La regista di intimità Jenny Jamora, il coreografo Jim Ferrer e il sound designer Kabaitan Bautista offrono la propria esperienza fondamentale. La produzione “Man of La Mancha” è coordinata dalla production manager Patricia Gregorio e dalla stage manager Katreana Gamban.
Man of La Mancha è in scena fino al 28 giugno al REP Eastwood Theater.
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