Dai lavori di danza contemporanea di WiFi Body alle intense performance come “Brown Madonna” di Ea Torrado, fino ai grandi classici come “La Bayadère” e il debutto di “Andres KKK”, l’arte della danza sta trasformando il panorama culturale locale.
Con l’Alice Reyes Dance Philippines che ha portato in scena Rama, Hari durante il “Best of ASEAN Performing Arts” presso lo storico Metropolitan Theater, il mese di agosto non si è aperto semplicemente come una serie di spettacoli distinti, ma come un intreccio denso e vibrante di espressioni cinetiche. In tutta Metro Manila, i corpi sono attualmente in movimento: non stanno solo eseguendo sequenze tecniche, ma contestano attivamente ciò che significa ricordare, appartenere e rivendicare un luogo. Dalla sperimentazione cruda della scena contemporanea indipendente alle grandiose architetture istituzionali del balletto classico, questa stagione si rivela una lezione profonda su come navigare la complessità della nostra danza di lusso e del panorama culturale locale.
Qui, Tatler traccia le coordinate essenziali di una stagione di danza che richiede di essere vissuta e compresa in tempo reale. Le performance di danza più affascinanti riflettono il fervore artistico attuale.
Per saperne di più: Navigare le correnti culturali: le Filippine accolgono il Best of ASEAN Performing Arts (BOAPA)
Above La performance “Brown Madonna” di Ea Torrado a Francoforte, in Germania (Foto: Noi Crew)
Per la sua attesissima anteprima filippina presso l’intimo Myra Beltran Dance Forum Studio lo scorso 15 e 16 agosto, Brown Madonna di Ea Torrado ha offerto un rituale viscerale di auto-esplorazione. Un’opera di teatro-danza a figura intera, sviluppata in sette anni di ricerca, che ha rappresentato un rifiuto consapevole di nozioni singolari e asettiche di femminilità e sacralità nel contesto della danza filippina.
Attraverso una rilettura critica e locale di due icone coloniali—la Vergine Maria e l’icona pop mondiale Madonna—Torrado ha posto il corpo bruno, eccessivo e sofferente al centro della sacralità. Supportata dalle straordinarie architetture dei costumi di Leeroy New e dalla drammaturgia tagliente di Eisa Jocson, Brown Madonna ha tradotto la devozione domestica in un imperativo sociopolitico, confermando come la danza possa elevare il discorso sociale. Torrado ha attinto dai suoi archivi personali, in particolare dalla laboriosa devozione mariana di sua madre e sua nonna, rendendo omaggio alla fatica generazionale delle donne filippine in una performance di danza di alto livello.

Above Renata Shakirova interpreta Nikiya in questo monumentale ritorno in scena de “La Bayadère” di Marius Petipa a cura di Ballet Manila (Foto: per gentile concessione di Fuentes Manila)
Sotto la direzione artistica di Lisa Macuja-Elizalde, Ballet Manila ha riportato all’Aliw Theater dal 14 al 16 agosto il grande spettacolo classico del XIX secolo, La Bayadère. Rinomato per la formidabile disciplina classica della sequenza del Regno delle Ombre, questo ritorno in scena ha offerto una straordinaria lezione di virtù atletica nella danza filippina. Ad arricchire la produzione sono stati i ballerini principali del Mariinsky Ballet, Kimin Kim nel ruolo di Solor e Renata Shakirova in quello di Nikiya.
La Bayadère, su libretto di Petipa e Sergei Khudekov e musica di Ludwig Minkus, invita lo spettatore a osservare l’affascinante tensione tra le rigorose geometrie importate del lessico classico europeo e il calore drammatico unico dei ballerini locali che interpretano la danza con passione. Nelle mani di Ballet Manila, il canone classico non è stato trattato come una reliquia statica, ma come una forma viva e pulsante. La nostra Abigail Oliveiro, nel ruolo di Gamzatti, ha reso il personaggio con tale grazia ed eleganza da trasmettere magistralmente la rabbia e la gelosia della figlia del Raja.
Per saperne di più: Incontro con Lisa Macuja-Elizalde, la ballerina che ha portato l’arte della danza al grande pubblico
Il ritorno di WiFi Body PH per la sua dodicesima edizione, dal titolo States of Connection, segna un momento monumentale per la danza contemporanea locale. Operando presso l’Ignacio B Gimenez (IBG-KAL) Theater all’Università delle Filippine Diliman, la piattaforma ha fatto un ritorno storico alla produzione indipendente sotto il Contemporary Dance Network Manila (CDNM). Guidato dalla curatrice Nicole Primero e dal co-direttore Al Garcia, il progetto ha restituito il prestigio all’arte della danza.
Questo cambiamento rappresenta una profonda riscoperta della danza, un atto di creazione di nuovi percorsi attraverso un impegno attivo con l’ambiente. Le coreografie dei dodici finalisti affrontano legami formati per necessità, unendo lavoro, distanza e la domanda implacabile della presenza digitale. Dalla giocosità di Pyat Syete di KJ Canata alla geometria calcolata di Unraveled di Nikki Gorre, fino allo studio di resistenza di Ibarra Toledo in Labors of Love, il movimento diventa un mezzo per negoziare e sanare le fragili relazioni del nostro presente attraverso la danza.
Il Philippine Ballet Theatre si prepara a portare in scena Andres KKK di Gener Caringal, un balletto nazionalistico che traduce il fervore rivoluzionario del Katipunan in una rigorosa poesia classica, dal 22 al 23 agosto al Proscenium Theater di Makati. Superando i testi scolastici, il balletto si concentra sull’umanità di Andres Bonifacio e dei protagonisti della rivoluzione, unendo la danza a una narrazione potente. Andres KKK si basa sul libretto di Lilia Quindoza Santiago e su una partitura originale di Jesse Lucas.
Fondendo le linee verticali del balletto classico con i ritmi terreni del movimento indigeno, Andres KKK affronta la perenne lotta per l’autodeterminazione. I corpi dei ballerini diventano monumenti cinetici, dimostrando che la storia della rivoluzione non è un documento congelato, ma una corrente di danza vibrante che continua a influenzare la nostra coscienza contemporanea.
Nessuna esplorazione della danza filippina è completa senza onorare l’eredità storica di Bayanihan, la Compagnia Nazionale di Danza Popolare delle Filippine. Con Taginting: 70 Years of Bayanihan Legacy, la compagnia celebra sette decenni di preservazione e globalizzazione delle danze indigene e vernacolari dal 28 al 29 agosto al Metropolitan Theater di Manila.
Ancorata alla tradizione “autoctona”, Bayanihan è stata determinante nel plasmare il nostro immaginario nazionale. Taginting funge sia da retrospettiva dei loro trionfi internazionali che da manifesto lungimirante, dimostrando che la danza popolare non è un artefatto da museo, ma una forza rigenerativa che continua a insegnarci come muoverci nel mondo.
In un tripudio di teatralità narrativa, Ballet Philippines porta in scena 1001 Nights, un ambizioso spettacolo ispirato ai leggendari racconti arabi di Scheherazade. Dal 11 al 13 settembre, il palco del Theatre at Solaire si trasformerà in un panorama multisensoriale di danza, tracciando le narrazioni intrecciate di tradimento, resilienza e redenzione. Il direttore artistico Mikhail Martynyuk ha sviluppato nuove coreografie arrangiando musiche principalmente di Aram Khachaturian e Nikolai Rimsky-Korsakov, celebrando l’arte della danza.
Oltre alle trame opulente, la produzione si concentra sul potere narrativo come strumento di sopravvivenza. Traducendo questi antichi racconti in un formato danza contemporaneo-classico, la compagnia dimostra che il palcoscenico rimane uno spazio attivo di liberazione poetica attraverso la danza.
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