La Philippine Educational Theater Association (PETA) porta in scena il fenomeno culturale “Ang Babae sa Septic Tank”, segnando l'audace passaggio della celebre satira dallo schermo alle radici teatrali di Eugene Domingo.
Mentre l'industria teatrale filippina sta vivendo un momento di straordinaria attenzione — tra spettacoli consecutivi, la continua attivazione di compagnie teatrali di varie dimensioni, attori del cinema e della televisione che passano al palcoscenico e un interesse costante da parte di specifici segmenti di pubblico — la messa in scena dal vivo dell'iconico “Ang Babae sa Septic Tank” di Eugene Domingo non potrebbe arrivare in un momento più opportuno. Senza dubbio, alcuni addetti ai lavori definiscono questa un'“età dell'oro” per il teatro filippino. Tuttavia, Domingo — insieme a molti altri autentici servitori del palcoscenico filippino — osa metterlo in dubbio.
Solo di recente, alcune discussioni su Reddit hanno scosso questa visione idilliaca dell'attuale stato del teatro filippino. Sono venute alla luce confessioni di abusi e molestie sessuali, emerse dai duri ambienti di quello che avrebbe dovuto essere uno spazio sicuro per l'espressione artistica, giungendo all'orecchio di alcune case di produzione. Vi sono inoltre continue speculazioni sul promesso sostegno a coloro che sono stati elevati allo status di National Performing Arts Company, per non parlare della sete del pubblico di narrazioni audaci, sincere e coraggiose in un mare di spettacoli sfarzosi. Ci troviamo davvero nell'età dell'oro del teatro filippino?
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Above Una delle scene più iconiche del film “Ang Babae sa Septic Tank” (2011)
Ciò che è iniziato nel 2011 come un film indipendente rivoluzionario si è progressivamente trasformato in un punto di riferimento culturale multipiattaforma.
L'originale “Ang Babae sa Septic Tank” ha saputo catturare il boom del cinema indipendente, facendo spietatamente satira sull'ossessione dell'industria per la pornografia del dolore e sulla sua incessante ricerca di consensi internazionali. Grazie a questa magistrale interpretazione della Domingo, il film è divenuto un fenomeno culturale che ha smascherato le contraddizioni etiche dei cineasti locali.
Il sequel ha poi puntato i riflettori sugli eccessi e sulle formule del cinema commerciale mainstream. Ha preso di mira le commedie romantiche e l'innegabile potere commerciale delle coppie dello schermo filippine, dimostrando che il franchise di “Ang Babae sa Septic Tank” potesse decostruire con maestria i cliché da botteghino pur partecipando al Metro Manila Film Festival del 2016.

Above Melvin Lee ed Eugene Domingo durante l'anteprima per la stampa di “Ang Babae Sa Septic Tank 4: Oh Sh*t! It’s Live Sa Cheter!” (Foto: per gentile concessione di PETA, Inc)
Spostandosi nella sfera digitale come serie iWant, il terzo capitolo ha affrontato il revisionismo storico. Ha fatto brillantemente satira su come le narrazioni storiche vengano plasmate, distorte e messe in scena per il pubblico contemporaneo nell'era digitale.
Ora, il franchise volge il suo sguardo acuto e consapevole verso la produzione teatrale contemporanea. Strutturata come uno “spettacolo nello spettacolo”, la narrazione di “Ang Babae Sa Septic Tank 4: Oh Sh*t! It’s Live Sa Cheter!” esplora il caotico processo di allestimento di una produzione dell'opera “Kahapon, Ngayon at Bukas” di Aurelio Tolentino. Presenta attori che interpretano versioni esasperate di se stessi, sfumando i confini tra realtà e finzione scenica.

Above L'ensemble dello spettacolo teatrale “Ang Babae sa Septic Tank” della PETA, noto come gli Ugeng-gengs (Foto: per gentile concessione di PETA, Inc)
Il drammaturgo Chris Martinez spiega che la produzione è nata dal desiderio di esaminare lo stato del teatro filippino: dove è stato, dove si trova attualmente e verso quale direzione si sta muovendo. Egli sottolinea la tensione intrinseca nella creazione artistica, descrivendola come la lotta tra l'essere mordaci e il dover compiacere il pubblico.
Per la regista Maribel Legarda, questa messa in scena rappresenta una trasformazione entusiasmante, piuttosto che una mera replica. Sottolinea infatti come cinema e teatro parlino linguaggi completamente diversi. “A teatro, 'dal vivo' non è solo un aggettivo,” condivide Legarda. “È una condizione. Respira, trema, rischia di fallire e, facendolo, permette la scoperta.”
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Above Il drammaturgo Joshua Lim So, l'attore teatrale e cinematografico JC Santos e il regista Melvin Lee si uniscono a Marlon Rivera in “Ang Babae Sa Septic Tank 4: Oh Sh*t! It’s Live Sa Cheter!” (Foto: per gentile concessione di PETA, Inc)
Nell'odierno panorama saturo di contenuti, il teatro dal vivo offre un'emozionante immediatezza e la magia di una risata condivisa e collettiva. Come nota Legarda, la commedia funge da potente specchio; quando ridiamo, abbassiamo la guardia e spesso riconosciamo verità scomode.
A condividere il palcoscenico con la Domingo vi è un cast d'eccezione di professionisti del teatro, tra cui Melvin Lee, Andoy Ranay, Meann Espinosa, JC Santos, Stella Cañete-Mendoza, Joshua Lim So e Marlon Rivera, affiancati da un vivace ensemble della PETA.
Questo giugno, preparatevi per una celebrazione impavida, esilarante e dichiaratamente meta-teatrale del teatro filippino. È un invito a ridere, a riflettere e a lasciarsi coinvolgere.
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