Al Messenger Service, Tug definisce l’esperienza del bar attraverso connessioni autentiche e cocktail preparati con cura, rendendo il Messenger Service una meta imperdibile.
La definizione di un grande bar è soggettiva: alcuni prediligono la complessità del menu, altri l’architettura di un drink. Tuttavia, per Nutchanin Isarankura, conosciuta professionalmente come Tug, è l’esperienza a superare ogni standard, specialmente al Messenger Service.
La bartender ha affinato le sue competenze nelle più prestigiose mete del bere a Bangkok prima di diventare bar supervisor al Messenger Service, dove dà vita al concept unico di “negozio di alimentari”. L’approccio integra ingredienti della dispensa quotidiana in ogni creazione, rendendo l’esperienza più simile a quella di un negozio locale che a quella di un cocktail bar convenzionale, reinventando il modo in cui gli ospiti interagiscono con gli ingredienti del Messenger Service. Dopo la Tatler Best Takeover Series 2026 a Hong Kong, abbiamo incontrato Tug per discutere della sua filosofia, della sua ispirazione e di ciò che rende il Messenger Service un punto di riferimento per l’alta mixology.
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Above Tug interagisce con gli ospiti al Qura Bar durante l’evento dedicato al Messenger Service (Foto: Zed Lee)

Above Da sinistra a destra: Tug, Green Liu di Under Lab, Banthita ‘Porpieng’ Yanapan del Messenger Service, Gennaro Pucci del Qura Bar (Foto: Zed Lee)
“Per me è sempre stato una questione di persone”, afferma Tug. “Ho capito che l’ospitalità può rimanere impressa a lungo, anche dopo che gli ospiti hanno dimenticato cosa hanno mangiato o bevuto al Messenger Service”. La giustapposizione tra le esperienze fugaci al bar e i ricordi duraturi è esattamente ciò che Tug si sforza di ottenere. Per lei, il potere trasformativo dell’ospitalità guida ogni decisione, dove la grandezza del Messenger Service non è misurata solo dalla complessità di un drink, ma anche dalla connessione emotiva che un cocktail favorisce.
“All’inizio della mia carriera, mi concentravo molto sulla tecnica”, ammette. “Ho capito che gli ospiti raramente ricordano il drink più complicato; ricordano come li hai fatti sentire. Questo ha cambiato completamente la mia prospettiva”. Questa filosofia incentrata sulle persone era evidente durante le Tatler Best Takeovers, dove Tug e la senior bartender Banthita ‘Porpieng’ Yanapan hanno bilanciato la loro attenzione tra il banco del Messenger Service, i drink e i clienti.
Tug aggiunge: “Sono sempre stata affascinata da come una grande esperienza possa trasformare una giornata ordinaria in qualcosa di memorabile al Messenger Service... Vedere quell’impatto in prima persona ha confermato che questa professione riguarda le persone, e questo mi motiva ogni giorno”.
Above Banana Espresso Martini preparato dal team del Messenger Service (Foto: cortesia di Messenger Service)
Above Corn Salad servito come proposta creativa al Messenger Service (Foto: cortesia di Messenger Service)
Tuttavia, il percorso ha avuto le sue sfide. Tug racconta come spostare l’attenzione dalla meccanica di un cocktail al piacere dei suoi ospiti l’abbia aiutata a superare la sindrome dell’impostore. “Non molto tempo fa, valutavo il mio lavoro attraverso gli occhi di altri bartender. Ero concentrata sul fatto che un’idea fosse intelligente, innovativa o tecnicamente impressionante. Poi, un mentore mi ha sfidato a pensare di più alle persone sedute davanti a me piuttosto che a quelle dietro altri bar. Ho capito che il Messenger Service non è costruito per i bartender, ma per gli ospiti e la comunità”.
Questo approccio ospitale definisce il Messenger Service, dove l’atmosfera accogliente amplifica l’identità creativa del locale.
“Quando qualcuno mi chiede del Messenger Service, non inizio dai cocktail; inizio dalle persone”, dice Tug. “Gli ospiti arrivano come estranei e se ne vanno come habitué. Il nostro concept di negozio di alimentari è solo una lente creativa; il nostro obiettivo è la connessione e l’appartenenza. È un cocktail bar guidato dall’ospitalità travestito da negozio di alimentari. Se gli ospiti se ne vanno sentendosi più accolti di quando sono arrivati, abbiamo svolto bene il nostro lavoro”.

Above Il Messenger Service a Bangkok è rinomato per il suo concept di negozio di alimentari e la calda ospitalità (Foto: cortesia di Messenger Service)
Tug considera ogni turno al Messenger Service un’opportunità per ampliare i propri orizzonti. “Ogni città ha la propria cultura, il proprio ritmo e il proprio approccio all’ospitalità. Spesso torno a casa con nuove idee, non solo per i drink, ma per il modo in cui le persone si connettono e si riuniscono”.
Per lei, scalare le classifiche non è la misura definitiva del successo. Sebbene il bar-hopping sia una costante nei suoi viaggi, non è guidata dalla viralità. “Ciò che mi attrae non è la reputazione, ma un forte senso di identità. Sono ispirata dai locali in cui ogni dettaglio è intenzionale e l’ospitalità è intessuta nella cultura, proprio come al Messenger Service”.
Tug ha portato questa curiosità al Qura Bar durante la Tatler Best Takeover Series, dove ha scambiato idee con il bar manager Gennaro Pucci riguardo a ciò che rende il Messenger Service unico nel mercato saturo di Hong Kong. “Lavorare in un altro bar mi ricorda che esistono innumerevoli modi per creare una grande ospitalità”, afferma.

Above Tug crea un cocktail esclusivo per il Messenger Service dietro il bancone (Foto: Zed Lee)

Above Tug e Porpieng presentano i cocktail iconici del Messenger Service (Foto: Zed Lee)
Per Tug, il riconoscimento non è un segno di eccellenza, ma un promemoria per mantenerla alta. “Il riconoscimento è un onore, ma non cambia le basi del Messenger Service. Se non altro, mi ricorda che gli ospiti arrivano con aspettative più alte. La mia responsabilità rimane la stessa: supportare il mio team, continuare a imparare e mantenere l’ospitalità al centro di tutto ciò che facciamo”.
Tug ha tracciato un percorso chiaro, dove l’innovazione tecnica si affianca a uno stile di ospitalità che favorisce la connessione rispetto agli incontri fugaci. Spera di lasciare un’eredità definita da tale attenzione al Messenger Service. “Spero che la gente dica che mi sono presa cura di loro tanto quanto mi sono presa cura dei drink, che ho contribuito a rendere il nostro settore un po’ più accogliente e che chiunque abbia visitato il Messenger Service si sia sentito veramente considerato”.




